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19.03.2017

Darfo si (ri)scopre a primavera
Sei tesori in vetrina con il Fai

Tra i luoghi aperti per il Fai ci sarà anche il castello di Gorzone
Tra i luoghi aperti per il Fai ci sarà anche il castello di Gorzone

L’anteprima principale la si è avuta settimane fa grazie a una visita a sorpresa di Vittorio Sgarbi; ma ieri nella bassa valle sono stati svelati tutti i luoghi che apriranno al pubblico - in alcuni casi eccezionalmente essendo abitazioni private - in occasione dell’unica edizione camuna delle «Giornate di primavera» del Fai; quella di Darfo.

SONO TUTTI concentrati tra Darfo e le frazioni, lungo il percorso-tema legato all’abitare che parte dalle fortificazioni nobili dei Federici e arriva alla contemporaneità di Franca Ghitti. Nel prossimo weekend nel capoluogo nei dintorni parlerà la cultura, con la voce dei tanti ciceroni (giovanissimi) che hanno accolto l’invito a prendere parte all’evento, voluto in qusta location dal Fondo per l’ambiente italiano per celebrare i venticinque anni.

«È una soddisfazione il fatto che il Fai abbia scelto la nostra città - ha commentato Giacomo Franzoni, assessore alla cultura di Darfo -, ed è forte la volontà di promuovere questi luoghi in collaborazione con i giovani e le associazioni del territorio. È l’affermazione di un impegno etico reso concreto dal grande coinvolgimento del volontariato».

Proprio i volontari apriranno il borgo di Gorzone con il castello e i due palazzi Federici, ora Piccinelli-Minelli e Rizzonelli, e quello di Erbanno, luogo di storia e arte con la chiesa di Santa Maria del Restello. Aperti anche palazzo Federici di Darfo, ora palazzo Cemmi, e la cappella della Caritas opera dell’artista Franca Ghitti. «Saranno tanti i privati che spalancheranno le porte per mostrare con orgoglio i tesori del proprio territorio - ha aggiunto Maria Gallarotti, vicecapo delegazione dei Fai di Brescia -. Questa è una delle finalità del Fai: l’evento non è un momento di divertimento o approccio alla bellezza tout court, ma è un mezzo per riscoprire l’identità reale della propria terra per amarla e valorizzarla e quindi consegnarla al futuro».

Da sottolineare l’entusiasmo che questo appuntamento ha generato nei ragazzi delle scuole mobilitati come ciceroni: «È davvero un motivo d’orgoglio - chiude Franzoni -; nel momento in cui si fa una proposta che unisce giovani, cultura e territorio credo che la scommessa sia vinta in partenza».

L’organizzazione ha previsto anche un bus navetta per raggiungere i luoghi: partirà ogni 30 minuti dalla stazione di Boario e toccherà tutti gli spazi aperti per il Fai. Sabato visite dalle 14 alle 18 con ultima partenza alle 17.30, domenica giornata non stop dalle 10 alle 18. Per il castello di Gorzone apertura anche serale, dalle 20 con apericena e musica organizzate da Pro loco e Pro loco giovani.

Claudia Venturelli
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