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18.03.2018

Fucine, due dog sitter per la Valcamonica

Fabiano Pellegrinelli insieme ad alcuni cani del suo «asilo» Il dog sitter al lavoro sopra Fucine di Darfo con alcuni ospiti
Fabiano Pellegrinelli insieme ad alcuni cani del suo «asilo» Il dog sitter al lavoro sopra Fucine di Darfo con alcuni ospiti

Per qualcuno sono fuori dal mondo, ma loro si sentono giustamente con i piedi per terra nella realtà che hanno creato: un parco di cinquemila metri quadrati, natura tutto intorno e cani che corrono felici. Non sono i loro, ma quelli dell’«Asilo Fido» che hanno inventato e avviato fuori dall’abitato di Fucine di Darfo. Guardano dall’alto la città da quando entrambi hanno lasciato il lavoro fisso nell’ambito della ristorazione, dedicandosi anima e corpo al progetto che oggi li vede sorridenti ed entusiasti: «Rifaremmo questa scelta altre mille volte» commenta Sonia Bazzana ricordando il salto nel vuoto suo e del marito, lei barista, lui cuoco. «Avevamo entrambi un posto fisso, poi un giorno una conoscente, sapendo del nostro amore per gli animali, ci ha chiesto di fare da dog sitter alla sua cagnolina e da lì è partito tutto». Ci hanno messo tempo, soprattutto per cercare un posto che diventasse la casa di questo sogno. Lo hanno trovato, lo hanno attrezzato e quindi hanno aperto l’asilo, uguale nel nome e nella sostanza a quello per i bambini: «In fondo anche i cani, come i bambini, hanno bisogno di integrarsi - spiega Fabiano Pellegrinelli -. Ci sono quelli che dopo due minuti sono già parte del gruppo, altri che per diversi motivi si trovano un po’ spaesati e magari in un primo momento reagiscono. Per questo si richiede la presenza del padrone per il primo inserimento». PRESTO anche i più diffidenti capiscono che questa è un’oasi di pace e libertà, «con percorsi semi-avventura su cui i cani di taglia medio-piccola (per ora gli unici ammessi) possono giocare, poi quelli che sono ben integrati e mi vedono come il surrogato del proprietario vengono a fare lunghe passeggiate: qui c’è una montagna da scoprire». C’è chi arriva per un giorno alla settimana, chi per cinque. Ma sempre seguendo un percorso delineato. Perché questo, precisano gli ideatori, non è un parcheggio, se non per il «bau bus» a disposizione degli utenti. L’obiettivo è far sì che tutti possano permettersi un cane senza lasciarlo ore a casa da solo. •

Claudia Venturelli
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