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martedì, 24 ottobre 2017

Il punto sull’Alzheimer
sognando una clinica

Il Centro congressi di Boario (BATCH)

Sono purtroppo molte le famiglie camune potenzialmente interessate al convegno in cartellone il 29 settembre nel Centro congressi di Boario. Si intitola «Facciamo il punto: le nuove frontiere della ricerca sull’Alzheimer», e vedrà l’intervento di Stefano Cappa, direttore scientifico dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia.

Sarà un appuntamento importante organizzato dall’«Associazione Alzheimer camuno-sebina»: un seguito ideale della camminata di sensibilizzazione andata in scena domenica (Bresciaoggi ne ha riferito nell’edizione di ieri) lungo la pista ciclabile Darfo-Pisogne domenica.

I due appuntamenti sono destinati a dare un significato locale al mese dedicato a livello mondiale a una malattia che, complice l’aumento della speranza di vita, sta registrando in tutta Italia, Valcamonica compresa, un notevole incremento di casi. La serata prenderà il via alle 20.30 e vedrà anche l’intervento di Marinella Turla, responsabile del reparto di Neurologia dell’ospedale di Esine, e di Patrizia Civelli, neurologa dell’Asst di Valcamonica che ha appoggiato l’iniziativa.

«Si tratta della realizzazione di un sogno - annuncia Loretta Pagliarini, vicepresidente dell’associazione dei parenti dei pazienti -, perché questa é una malattia sempre più presente nella nostra vita e conoscerla aiuta».

«È IMPORTANTE non rimanere soli di fronte al problema - aggiungono i vertici del gruppo nato nel 2013 -. Con questo convegno vogliamo trovare risposte a tanti quesiti». Proverà a offrirle una voce autorevole in campo scientifico come quella del professor Cappa.

Un sogno realizzato, appunto, che ne fa nascere subito un altro di ben altra portata: quello di «un centro unico per l’Alzheimer che risponda ai bisogni di malati e famiglie». Oggi la Valcamonica conta quattordici Rsa sul territorio, e solo quattro hanno un nucleo attrezzato: «Numeri insufficienti - chiude l’associazione - e solo una struttura moderna, capace di favorire la riduzione dello stress che colpisce i malati, potrebbe essere una buona risposta». C.VEN.