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26.07.2018

Il torrente Re sarà presto a prova di piena

Il ponte che collega Gianico a Fucine:  l’alveo del torrente Re finisce di nuovo sotto i ferri per una serie di interventi finanziati dalla RegioneUna delle briglie costruite nella parte più alta del torrente RePietre e legname trascinati a valle dalla furia del torrente Re
Il ponte che collega Gianico a Fucine: l’alveo del torrente Re finisce di nuovo sotto i ferri per una serie di interventi finanziati dalla RegioneUna delle briglie costruite nella parte più alta del torrente RePietre e legname trascinati a valle dalla furia del torrente Re

La sicurezza dell’abitato e delle persone innanzitutto. Perché più di una volta Gianico nel corso della sua storia ha dovuto pagare un crudele tributo in vite umane e danni ingenti a piene ed esondazioni. Provocate ora da uno, ora dall’altro dei due torrenti che fiancheggiano il paese: quallo che scende lungo la Val Vedetta e il Re. UN MASSO inciso, inserito nel possente manufatto di via Argine, fa memoria delle otto case abbattute e dei tredici morti del 1859, a seguito dello straripamento del Re datato 8 luglio di quell’anno. Ma in paese è soprattutto viva la memoria della colata di fango e detriti scesa dalla Val Vedetta nel settembre 1960, che ha invaso il centro storico e provocato una vittima. Fatti e tragedie che hanno spinto la Regione a inserire la vasta zona nel lungo elenco di quelle da tenere continuamente sotto stretta osservazione. E per far fronte ai rischi idrogeologici connessi ai bacini dei due torrenti, di finanziamenti ne sono arrivati già in passato. Tanto che la Val Vedetta può essere considerata quasi tutta imbrigliata e sistemata, se si esclude il tratto finale che corre a fondovalle. Anche il Re ha ricevuto finanziamenti vari, e proprio in questi giorni si stanno spendendo i 700mila euro destinati al completamento delle opere idrauliche a difesa dell’abitato di Gianico e della frazione Fucine di Darfo Boario. Il progetto prevede da un lato, nel lotto A, la costruzione di un muro di difesa spondale in sinistra idraulica del torrente, nei pressi del ponte che consente di passare dal territorio comunale di Fucine di Darfo a quello di Gianico. Questo dovrebbe servire a deviare eventuali fuoruscite liquide o fangose che potessero verificarsi a monte. NEL LOTTO B è invece inserita la pulizia dell’alveo (sempre più spesso sono i detriti, i rami secchi e il materiale che si accumula durante l’anno a provocare ondate anomale e piene), il sovralzo in terre armate di entrambi gli argini e il rimodellamento del fondo con la costruzione di una nuova briglia. DUE LE IMPRESE aggiudicatesi i lavori: la prima con un ribasso del 24,15% (e alla quale è stato affidato il lotto A dei lavori, per un importo complessivo di circa 120.000 euro); la seconda con un ribasso del 26,73% a riguardo del resto delle opere (ovvero il lotto B, che nel complesso vale circa 330.000) euro. «Con questo nuovo intervento compiamo un ulteriore passo in avanti nel lungo lavorio di messa in sicurezza del territorio, di difesa delle case e dell’abitato e di regimazione delle acque - commenta il sindaco di Gianico Emilio Antonioli - perché la sicurezza contro eventuali esondazioni con fuoruscita di materiale dall’alveo è la prima necessità cui riservare attenzione». La scelta dei punti nei quali intervenire con i lavori è legata all’osservanza della direttiva regionale sulle alluvioni, che per il torrente Re di Gianico ha identificato le aree più critiche e finanziato i relativi interventi di difesa. Uno di questi è proprio quello in corso in località Ceto e Vecchio mulino, sul confine con la frazione Fucine di Darfo Boario. Lavori attesi e necessari che saranno ultimati nei prossimi mesi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenico Benzoni
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