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martedì, 20 novembre 2018

L’arte rupestre sceglie Darfo capitale mondiale

Indagini sulle incisioni rupestri, patrimonio Unesco dal 1979Una roccia istoriata del Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane

Darfo spalanca le porte all'arte rupestre che con il congresso mondiale Ifrao 2018 porterà nella cittadina camuna studiosi provenienti da 46 nazioni e cinque continenti. Da domani a domenica verranno affrontate 35 sessioni, la maggior parte al Centro congressi di Boario, e presentate, tra scoperte, novità e nuove tecnologie, 530 comunicazioni, 480 i relatori che porteranno in Vallecamonica i risultati dei loro studi sull’arte e la pittura rupestre a cavallo fra archeologia, antropologia, storia dell’arte, in un grande excursus cronologico e geografico. ORGANIZZATO dal Centro camuno di studi preistorici e dalla Cooperativa archeologica Le Orme dell’Uomo, con il patrocinio e sostegno del ministero per i Beni e le attività culturali, dell’assessorato all’autonomia e alla cultura di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e degli enti locali tra Comune di Darfo e Comunità montana, il congresso si propone come evento dell'anno. Non solo per i numeri, ma soprattutto per il patrimonio di conoscenza che dovrà veicolare. Forte della targa del presidente della Repubblica Italiana che ne sottolinea l’apprezzamento e dei patrocini di Unesco e Iccrom, il congresso mondiale, che ogni tre anni cambia sede e continente, non ha scelto a caso la Vallecamonica. Qui c'è il primo sito di arte rupestre entrato nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco, riconosciuto nel 1979. Da allora questo territorio, dal punto di vista culturale e turistico, non è più stato lo stesso e così, forse, sarà dopo il congresso che inaugurerà domani mattina alle 9 con il coordinamento di Roberta Alberotanza, ex presidente del Comitato cultura del Consiglio d’Europa e la partecipazione di numerosi nomi di spicco del panorama culturale e politico internazionale. L'obiettivo è il tema stesso del congresso, «Sulle spalle dei giganti», a sottolineare come l’arte delle origini costituisca una grande fonte di ispirazione per l’uomo moderno. Un evento lungo 5 giorni che non si chiuderà nelle stanze del centro congressi, ma sarà aperto (e gratuito) al pubblico e al territorio, grazie all'accompagnamento di eventi culturali, visite ai siti rupestri e mostre sul patrimonio archeologico, sia nella sede del congresso che al museo della riserva di Nadro. Comune denominatore il patrimonio, inestimabile, che la preistoria ha consegnato a questo territorio e che a questo territorio è chiesto di custodire e divulgare, anche una volta spenti i riflettori internazionali. •