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martedì, 24 ottobre 2017

La Valcamonica
si mobilita in difesa
dell’acqua pubblica

L’acqua, bene da proteggere (BATCH)

Sarà necessaria l’adesione di almeno 25 consigli comunali bresciani, la cui popolazione deve rappresentare almeno il 3% del corpo elettorale della provincia, per indire il referendum sull’acqua come «insostituibile bene pubblico». Sinistra Pace e Lavoro e Rifondazione Comunista di Darfo si sono già attivati sul territorio per raggiungere lo scopo.

L’apposito Comitato provinciale «Acqua bene comune» è al lavoro da tempo ed in valle gli attivisti sono all’opera in una capillare campagna di informazione per sollecitare i Comuni ad adottare un’apposita delibera entro mercoledì 20 settembre. Questo il quesito posto: «Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga interamente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione ai soggetti privati?».

Gianluigi Di Giorgio di Sinistra Pace e Lavoro di Darfo ricorda che «il nostro comitato è da sempre fermamente contrario all’ipotesi di consentire l’ingresso di soggetti privati nella società “Acque bresciane”, azienda che avrà la gestione per i prossimi 30 anni del servizio idrico integrato (tra acquedotti, fognature e depurazione dell’intera provincia). È indispensabile che i cittadini della Valle Camonica dopo il referendum del 2011, peraltro non considerato dagli attuali governi che intendono privatizzare tutti i beni pubblici, abbiano di nuovo l’opportunità di far sentire la propria voce perché l’acqua è vita per tutti noi e per le future generazioni e deve rimanere pubblica e non usata per favorire gli interesse della speculazione finanziaria». L.RAN.