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12.01.2018

«Shopping» nell’isola ecologica La Procura indaga 13 persone

L’isola ecologica di Darfo era uno spazio di saccheggio
L’isola ecologica di Darfo era uno spazio di saccheggio

La gestione dei rifiuti può essere un business da diversi punti di vista. C’è chi li ricicla, chi fa soldi bruciandoli in impianti ufficiali, chi li smaltisce illegalmente e anche chi, letteralmente, ruba la quota di materia seconde che può avere un reimpiego più o meno immediato sul vasto mercato della seconda mano. Da quest’ultimo punto di vista le isole ecologiche sono una manna, e proprio la stazione per il riciclaggio di Darfo è al centro di una indagine della magistratura che ha portato nel registro degli indagati 13 persone. Furto aggravato in struttura pubblica e abuso di prestazione d'opera. Questa l’accusa mossa appunto nei confronti di tredici persone, sei delle quali dipendenti del Comune di Darfo Boario e tra le quali figura anche il «furbetto del cartellino» licenziato lo scorso novembre. Le persone sotto inchiesta, tutti uomini residenti tra Darfo e Niardo (due sono stranieri), tutti tra i 54 e i 62 anni, avevano scambiato il centro di raccolta rifiuti della cittadina per un supermercato a cielo aperto in cui fare shopping; anche grazie alla compiacenza di due lavoratori della cooperativa Soleco che ha in gestione la struttura. Entravano, curiosavano, sceglievano accuratamente la merce e poi portavano a casa; soprattutto elettrodomestici, materiale ferroso ed elettrico. Un vero e proprio furto perchè pur essendo questi materiali di scarto non possono essere asportati dal luogo in cui si trovano per essere riciclati; oppure smaltiti. Una ventina gli episodi accertati dagli inquirenti, tra questi cinque vengono contestati anche ai due dipendenti della cooperativa sociale che fa lavorare persone svantaggiate. LE INDAGINI coordinate dalla procura della Repubblica di Brescia sono partite dopo una serie di segnalazioni e sono state svolte dalla polizia locale di Darfo Boario. Le segnalazioni hanno dato il via ai controlli mirati, tutti effettuati a settembre dello scorso anno. Tredici come detto le persone finite nei guai e tra queste figura il l’ex dipendente civico beccato dalla guardia di finanza della tenenza di Pisogne mentre, dopo aver timbrato il cartellino, si occupava dell’orto di casa o andava al bar a bere il caffè. E stato licenziato dal Comune lo scorso novembre e la stessa sorte potrebbe toccare ora ai suoi colleghi indagati con lui per furto aggravato. •

Claudia Venturelli
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