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02.02.2018

Sviluppo turistico, piano monco Grande assente il Grand Hotel

L’edificio dell’ex Grand Hotel terme di Boario resta al paloLa cupola del parco termale di Boario
L’edificio dell’ex Grand Hotel terme di Boario resta al paloLa cupola del parco termale di Boario

Claudia Venturelli Il Comune di Darfo ha rispettato gli impegni e tenuto fede alla parola, e dopo la realizzazione del nuovo ponte sull’Oglio di Montecchio, alla fine del 2017 ha formalizzato dal notaio anche l’acquisto della seconda metà del parco delle Terme di Boario. Ma i conti, se si guarda al grande accordo di programma per lo sviluppo turistico della bassa valle firmato nel 2010 con la Regione Lombardia e la Provincia di Brescia, non tornano. Almeno non del tutto. Il cantiere del Grand Hotel Terme, che con 11 milioni di investimento privato avrebbe dovuto essere già pronto per l’evento del Sebino dell’estate 2016, «The floating piers», aveva ricevuto una proroga fino a novembre dello scorso anno, con la promessa che, nella primavera dell’anno dopo (quella che sta per arrivare) sarebbe entrato in funzione. Ma la scatola del glorioso albergo chiuso da molti anni è ancora senza vita, e i lavori sono fermi al palo almeno dalla scorsa primavera mentre corrono voci su una possibile vendita dell’immobile da parte della proprietà che oggi gestisce (ancora per un anno vista la proroga del contratto concessa dal Comune in attesa di un nuovo bando) anche il parco termale. DA UNA PARTE le elezioni regionali che allungano ulteriormente i tempi, dall’altra il Comune che in questa fase non spinge sull’acceleratore. Sullo sfondo la possibilità reale che la società Terme di Boario spa perda il contributo pubblico che aveva ottenuto in cambio dell’impegno a rifare l’hotel simbolo di Boario e dei suoi anni d’oro. È un cantiere abbandonato quello che si vede oggi dopo aver oltrepassato il bivio che porta ad Angolo Terme: non sono servite le proroghe (due anni concessi per adempiere all’accordo) e non è servito l’atto che ha formalizzato l’acquisto della seconda metà del parco da parte del Comune (una operazione da due milioni e mezzo di euro). SUL CANCELLO dell’ex Grand hotel campeggia ormai sbiadito il cartello con le specifiche dei lavori. Dentro il parco è pieno inverno ma tutto fa pensare che non ci sarà una rifioritura. Un sogno andato in frantumi? Sarà solamente il tempo a dirlo e sarà il prossimo governo della Regione a doversene occupare. Certo è che Darfo continua a puntare su quel polmone verde, anche se orfano di un albergo mai finito. Lo fa perchè lo ritiene il motore del suo rilancio turistico, oggi più che mai visti i tempi maturi anche per un consorzio turistico. Intanto l’ente locale sta redigendo il bando di gestione per il grande parco termale: sarà pronto per i primi mesi d’estate, in modo da concedere tempi lunghi a chi vorrà mettersi in campo già a partire dal 2019. •

Claudia Venturelli
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