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14.12.2017

Travolta dalla sua stessa auto Elisa lotta tra la vita e la morte

Il luogo dell’incidente di martedì sera:  sono ore d’ansia a Fucine
Il luogo dell’incidente di martedì sera: sono ore d’ansia a Fucine

Claudia Venturelli Sono stazionarie ma restano gravissime le condizioni di Elisa Gierotto, la 34enne che martedì sera, a Darfo Boario, è rimasta schiacciata dall'auto che aveva appena parcheggiato nel cortile di casa. TRASFERITA d’urgenza a bordo dell’eliambulanza al Civile di Brescia dopo la corsa al vicino ospedale di Esine, la giovane, che non ha mai ripreso conoscenza, è ricoverata nel reparto di rianimazione e i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Decisive, per lei, le prossime 24 ore. Intanto, mentre la sua vita è appesa a un filo, gli agenti della Polizia stradale di Darfo, ex colleghi del papà di Elisa che per anni ha guidato la stazione camuna prima della pensione, stanno cercando di capire cosa possa essere andato storto martedì sera in località Dosso Ravizza, dove la 34enne vive con la famiglia e dove è avvenuto il grave incidente. Da una prima ricostruzione pare che la 34enne fosse appena rientrata a casa; lasciata l'auto, forse per chiudere il cancello alle spalle, Elisa è stata travolta dalla Suzuki Vitara che l'ha schiacciata contro il muro. Un macigno su quel corpo esile che le ha procurato ferite e traumi, soprattutto al torace. I soccorsi sono scattati nel giro di pochissimo tempo, allertati dal marito e dal papà di Elisa che hanno tentato di liberarla prima dell'arrivo dei vigili del fuoco. Ma nonostante i tentativi dei medici lei non ha mai ripreso conoscenza e vista la gravità della situazione, da Esine, si è reso necessario il volo notturno verso il Civile con l'elicottero adibito ai viaggi senza luce. DA CHIARIRE se sul fuoristrada sia stato azionato il freno a mano, se la leva sia stata tirata solo parzialmente o se l'impianto frenante non abbia funzionato a dovere. Saranno i rilievi e le ulteriori indagini nelle prossime ore a fornire le necessarie risposte, anche se in questo momento l’attenzione è tutta rivolta al Civile di Brescia. Elisa, mamma di due bambini di tre e sei anni, è maestra d'asilo ed è molto conosciuta nella frazione di Fucine, dove vive e dove ieri si sono tutti stretti attorno alla famiglia in un commosso silenzio carico di speranza e preghiera. L’auspicio di tutti è che da Brescia arrivi un segnale positivo, che in fondo al tunnel si accenda una piccola luce. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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