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10.08.2018

Dopo le frane resta la rabbia La Val di Brata chiede strada

Le condizioni di un tratto della strada della Val di Brata
Le condizioni di un tratto della strada della Val di Brata

Rabbia e malumore serpeggiano tra cittadini e turisti di Ponte in Valsaviore per lo stato di abbandono della strada che dal paesino porta alle cascine della Val di Brata. Il primo tratto fino alla centralina è in discrete condizioni, mentre il successivo è diventato peggio di un tratturo, difficile anche per i veicoli a quattro ruote motrici. La situazione in questo punto si è poi aggravata dopo le due frane che si sono abbattute domenica vicino a Fabrezza: gran parte del materiale è finito nel torrente Valù, il cui corso è stato deviato e l’acqua limacciosa (con ghiaia, sassi e tronchi) ha trasformato la mulattiera in un fiume. IL RISULTATO? Profonde buche sulla carreggiata, detriti ovunque e i proprietari di diverse baite che il mattino successivo si sono ritrovati con piedi nella melma. «Siamo consapevoli che le due colate hanno riversato un sacco di materiale lungo l’asta del torrente che ha esondato - dice Andrea Bertoletti -. Siamo però certi che avremmo subito minori danni se ci fosse stata nel tempo una manutenzione accurata con le pulizia, per esempio, dei canali di scolo: almeno non avremmo trovato il torrente fuori casa». Giuseppe Sisti ha 88 anni, e concorda con Bertoletti sul fatto che nessuno si è mai preso cura di questo lembo di territorio. «Vent’anni fa raggiungevamo le nostre baite con le auto di tutti i giorni. Oggi se non hai un fuoristrada te la devi fare tutta scarpinando». «Non chiediamo la Luna, però pretendiamo almeno una manutenzione ordinaria da parte del Comune - aggiunge Marisa Sisti -. Al resto ci pensiamo noi: tagliamo le erbe sui bordi, tappiamo le buche, spostiamo i massi che precipitano». Tranciante Giuseppe Cavalleri: «La manutenzione delle strade montane non rientra probabilmente nella cultura di questi amministratori. A loro non interessa. Sono anni che questa mulattiera non è nelle condizioni migliori, però era praticabile. Adesso invece dei quattro ruote dovremo dotarci di asini e muli per arrivare alle nostre proprietà». La risposta del sindaco? Irraggiungibile a quanto sostengono gli arrabbiati residenti di Ponte, al terzo squillo risponde al telefono: «Come ho già avuto modo di dire a qualcuno in queste ore - spiega Matteo Tonsi -, prima abbiamo la priorità di sistemare la strada di Fabrezza che porta a due rifugi e all’invaso dell’Enel in Val Salarno. Ma sicuramente all’interno di questo piano troveremo il modo di intervenire anche per tamponare la situazione a Brata. Un intervento risolutivo per quella località costa centinaia di migliaia di euro: non è come sistemare un tombino». •

Lino Febbrari
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