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lunedì, 18 dicembre 2017

Angeli della montagna
Il ricordo di un pioniere

La commemorazione nella sede del Soccorso alpino di Edolo (BATCH)

C’erano molti occhi lucidi domenica mattina a Edolo mentre il coro Baitone intonava «Signore delle cime» a conclusione della commemorazione di Edoardo Tevini, per tutti Rainer, un volontario del Soccorso alpino morto il 5 giugno 1997 in un tragico infortunio sul lavoro avvenuto in un cantiere idroelettrico del Trentino. A vent’anni dalla scomparsa, gli amici della stazione di Edolo lo hanno ricordato con una toccante cerimonia nella base operativa a fianco dell’eliporto.

NATO a Edolo il 9 febbraio del 1950 ed entrato a far parte degli angeli della montagna nel 1976, Rainer era stato uno dei primi volontari a livello nazionale a capire l’importanza del cane nelle operazioni di ricerca e salvataggio di persone. Dopo aver ottenuto il brevetto di istruttore nazionale alla scuola di Solda, in Alto Adige, in breve aveva formato decine di unità cinofile: numerosi suoi ex allievi sono tutt’oggi in attività.

Alla messa celebrata dal parroco di Sonico, don Bruno Colosio, insieme alla moglie Margherita e alle due figlie c’erano rappresentanti istituzionali, tecnici del Soccorso alpino, volontari dei vigili del fuoco e della protezione civile e tanti vecchi compagni di cordata che lo hanno ricordato con affetto e commozione. «Allora ero appena diventato operativo e con lui ho svolto solo pochi interventi, perciò ricordo più il suo cane che lui - dice con un sorriso il capo della V Delegazione bresciana del Cnsas, Pierangelo Mazzucchelli -: un animale particolarmente “aggressivo” ma bravo nel suo lavoro».

«Per tutti noi Rainer (al quale gli edolesi del Cnsas hanno dedicato la sede) è stato un trascinatore e un esempio - ricorda Paolo Perlotti, capo del nucleo edolese, forte di 25 unità, tre delle quali a turno in servizio sull’elicottero del 118 -. Ha portato le unità cinofile nella nostra delegazione e ha vissuto intensamente, fino alla fine dei suoi giorni, con e per il Soccorso alpino».L.FEBB.