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17.05.2018

Appalti pilotati in aula Il processo va di corsa

Stefano Gelmi
Stefano Gelmi

Viaggia su un binario veloce il processo per gli appalti «guidati» di Malonno (un sistema che pare si sia esteso anche ad altri Comuni della valle): la prima udienza è stata infatti fissata al 20 settembre. Il Gip Cesare Bonamartini ha accolto la richiesta del pm Ambrogio Cassiani e, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti dai carabinieri di Edolo e del radiomobile della Compagnia di Breno, ha disposto il giudizio immediato per le 16 persone coinvolte: niente udienza preliminare, quindi. DA QUI alla fine dell’estate alcuni degli imputati potrebbero però scegliere riti alternativi come l’abbreviato ed evitare il dibattimento. Comunque, a poco più di un anno dall’avvio della clamorosa inchiesta che ha scosso la Valcamonica, le parti si ritroveranno in un’aula di Tribunale e finalmente si farà luce su questo presunto intreccio tra affari e amministrazione pubblica. Un intreccio che a fine febbraio ha portato in carcere l’ex sindaco malonnese Stefano Gelmi (dopo sei giorni di cella ha ottenuto i domiciliari e qualche settimana fa l’autorizzazione al lavoro). Oltre a lui sono in 9 con obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria e sei liberi Nell’elenco anche due funzionari della Centrale unica di committenza dell’Unione delle Alpi Orobie Bresciane, e poi imprenditori legati alla «cordata». Dalle indagini supportate da numerose intercettazioni è emerso che la combine degli appalti vedeva in cabina di regia Gelmi e tre imprenditori amici che di volta in volta, secondo l’accusa si sarebbero spartiti la torta. Il tutto, sempre per l’accusa, grazie alla complicità dei due funzionari della Cuc. Sostanzialmente il sistema prevedeva che diverse imprese manifestassero l’interesse per una gara per saturare il numero previsto. Al momento di ufficializzare l’offerta, però, si tiravano indietro e, in cambio di poche migliaia di euro, lasciavano spazio al predestinato. A denunciare questa pratica è stato il titolare di un’impresa malonnese, esasperato dal vedere assegnati i lavori che il Comune appaltava con la Cuc sempre alle solite ditte. In un caso addirittura, dopo aver appurato l’entità del ribasso del concorrente, a tempo scaduto una «mano amica» avrebbe aperto la busta del vincitore «designato» per sostituire un foglio e non fargli perdere l’appalto. Ora un giudice entrerà nel merito di una vicenda che si è allargata a Edolo. Dopo aver sentito come persone informate sui fatti anche i sindaci di Corteno, Paisco Loveno, e Sonico, il pm Cassiani ha verbalizzato le dichiarazioni di una cinquantina di persone, alcune già rinviate a giudizio per il caso Malonno, che in concorso avrebbero turbato le aste di alcune gare edolesi dell’ultimo anno. Tra queste figurerebbero anche il cantiere per la strada di Scaione, il nuovo asilo nido, piazza Garibaldi e il primo lotto del centro tennis. •

L.FEBB.
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