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18.02.2018

Assistenza, il Cardo punta ancora più in alto

La sede di via Adamello della coop edolese «Il Cardo»
La sede di via Adamello della coop edolese «Il Cardo»

Probabilmente dopo l’ospedale è una delle più grandi «imprese» di Edolo, dato che questa realtà sociale consolidata dell’alta valle, a quasi trent’anni dalla costituzione (i festeggiamenti saranno in settembre), ha a libro paga 58 dipendenti che si occupano del benessere di 209 persone (tra residenti e ospiti diurni) diversamente abili e svantaggiate. È la cooperativa sociale «Il Cardo», che ha raggiunto obiettivi insperati dagli allora fondatori e concretizzato una lunga serie di progetti che hanno coinvolto numerosi paesi da Sellero a Ponte di Legno. I DIRIGENTI (tutti volontari) non si sono mai seduti sugli allori e continuano a redigere nuovi piani. Ricordato che la coop è proprietaria di due immobili (una quindicina di anni fa alla storica sede di via Magnolini si è aggiunta la struttura di via Adamello), e che lo stabile originario presto vedrà raddoppiata la volumetria, per poter offrire nuovi servizi e accogliere quindi altri ospiti, il presidente Giuseppe Capitanio presenta a Bresciaoggi i progetti per l’immediato futuro. «Questi primi trent’anni sono serviti non solo per rafforzarci ma anche per farci entrare nel cuore di tantissime persone; tanto che in questi ultimi anni abbiamo ricevuto importanti donazioni, e siamo anche stati designati come eredi in vari testamenti che ci hanno lasciato patrimoni a volte considerevoli - afferma con soddisfazione il presidente -; l’ultimo cospicuo lascito risale a poche settimane fa. Tutti questi benefattori hanno capito che grazie alla loro generosità il Cardo potrà svolgere la propria missione con più entusiasmo». Il raddoppio degli spazi della casa di via Magnolini? Avverrà a spese di una fetta del giardino retrostante. «Le procedure burocratiche sono a buon punto e non dovremmo trovare ostacoli sul nostro cammino - aggiunge Capitanio -. Per cui il cantiere per l’ampliamento potrebbe partire entro l’estate. Un impegno economico sicuramente gravoso, ma che riusciremo ad affrontare serenamente con l’aiuto dei nostri tanti sovvenzionatori. Infine devo ringraziare gli amministratori che si sono succeduti in Comune, perché tutti, senza alcuna distinzione politica, con grande sensibilità ci hanno sempre supportato». Dal novembre 2016, la coop edolese è tra l’altro protagonista dell’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo (4 a Ponte e 3 a Temù), della gestione delle ludoteche di Edolo e Sonico e di alcuni progetti in sinergia con il Sol.Co. •

Lino Febbrari
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