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domenica, 18 novembre 2018

L’epoca delle liti va in archivio Parte la campagna Oglio pulito

Uno scarico fognario nell’Oglio in alta Valcamonica

Ci vorranno ancora anni (pochi), ma nel futuro prossimo l’Oglio nel tratto da Edolo a Malonno non sarà più una fogna a cielo aperto: il fiume riceverà solo scarichi depurati e oltre alla Valcamonica potrà respirare finalmente anche il Sebino. Per arrivare al via dell’operazione depuratore sono serviti 15 anni. Dodici hanno visto i protagonisti quasi sempre discutere vivacemente sulla soluzione da adottare, sulla paternità e la collocazione dell’impianto. Oltre ai litigi nel frattempo ci sono stati anche rinvii dovuti alla burocrazia e, da ultimo, le vicende giudiziarie che hanno costretto alle dimissioni il sindaco malonnese Stefano Gelmi. Lasciati alle spalle ostacoli e incomprensioni, finalmente il depuratore consortile che ripulirà i liquami di Edolo, Sonico e Malonno sembra in dirittura d’arrivo. La svolta si è registrata due anni e mezzo fa, quando la Società idrica di Vallecamonica ha acquisito il ramo acqua dal consorzio Vallecamonica Servizi. In questo lasso di tempo la Siv è riuscita a mettere tutti d’accordo e a predisporre il progetto. Nelle ultime settimane sono arrivate le autorizzazioni, e dopo aver sottoscritto un contratto di supporto con Acque bresciane, la società presieduta dal sindaco di Sonico Gian Battista Pasquini, che si è speso non poco negli ultimi tempi per far dimenticare le beghe e far digerire l’operazione anche ai più ostili, si prepara a redigere il bando di gara. SE TUTTO andrà per il verso giusto già a fine mese la documentazione sarà pronta per la pubblicazione e le successive procedure per l’assegnazione all’impresa vincente. Il via al primo stralcio funzionale dell’opera, che riguarderà il collegamento delle fognature di Malonno all’impianto che sorgerà nella zona malonnese di Molbeno, dovrebbe essere dato all’inizio del prossimo anno. La progettazione esecutiva del secondo lotto (il collettore Edolo-Sonico-Malonno) dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2019. La prima tranche di lavori costerà circa 4,7 milioni di euro, e un milione e centomila euro arriveranno dalle tasche dei cittadini attraverso i tre Comuni, accantonati negli anni per la depurazione...che non c’era; 600 mila a fondo perduto dalla Regione e tre milioni da un mutuo acceso dalla Siv con la garanzia che l’Ufficio d’Ambito rimborserà le rate. •