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20.07.2018

La pianta ustionante prospera vicino ai giochi dei ragazzini

Alcuni degli esemplari di pànace di Mantegazza a EdoloIl particolare di una infiorescenza della specie aliena
Alcuni degli esemplari di pànace di Mantegazza a EdoloIl particolare di una infiorescenza della specie aliena

Stavolta la pianta pericolosa, molto pericolosa, non è cresciuta in un prato o nei boschi come era successo qualche settimana fa a Vione e in altre località dell’alta Valcamonica. Il pànace di Mantegazza ha creato una vera e propria foresta urbana, con decine di esemplari, alcuni alti più di due metri, in un giardino abbandonato nel centro di Edolo. È avvenuto in via Marconi, poco sotto le strutture dell’oratorio San Giovanni Bosco. La presenza della specie originaria del Caucaso, la cui linfa a contatto con le pelle, o peggio con gli occhi, può causare gravissimi danni, è stata segnalata da una signora, che tra l’altro ha più volte visto diversi bambini aggirarsi in quel luogo alla ricerca dei palloni finiti tra le erbacce. «È una situazione davvero pericolosa che si è evidenziata in questi ultimi giorni - commenta il dottore forestale Mario Tevini -. Parecchie piante sono in avanzato stato di sviluppo e stanno creando un vero pericolo, perché anche se l’area è recintata (il cancello è però semiaperto, probabilmente forzato da qualche intruso) siamo vicini all’oratorio, e spesso i bambini la raggiungono per recuperare i palloni. Inconsapevolmente i piccoli corrono il rischio di toccare il fusto o le foglie del pànace, che hanno un elevato potere ustionante». Come negli altri casi, ora si pone il problema di eliminare gli esemplari presenti. «Vanno completamente eradicati. La parte fuori terra tagliata, prestando attenzione a non disperdere i semi - avverte Tevini -, e poi, nel più breve tempo possibile, bisogna intervenire anche in profondità eliminando le radici». FATTA la scoperta, ll proprietario è stato immediatamente avvisato della presenza degli indesiderati ospiti. Toccherà a lui bonificare l’area per scongiurare che il problema si ripresenti il prossimo anno. E se non intervenisse? «Le piante come il giardino sono di sua proprietà - conclude Tevini -, per cui le responsabilità di eventuali danni a terzi ricadrebbero su di lui. È un’area confinata, non c’è un pericolo immediato, però se qualcuno, e immagino appunto un bambino, dovesse toccare il pànace si farebbe molto male». •

Lino Febbrari
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