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20.02.2019

La Pro loco del sindaco è stata un fallimento e ora qualcuno ci riprova

Un nuovo capitolo per la promozione di Edolo
Un nuovo capitolo per la promozione di Edolo

«Abbiamo deciso di non coinvolgere tutti coloro i quali avrebbero potuto dare adito, mi sia passato il termine, a possibili conflitti di interesse: negli anni iniziative del genere non sono mai decollate per le divisioni che poi vi nascevano tutte attorno. Per evitare problemi abbiamo semplicemente deciso di non avere né commercianti né presidenti di associazioni all’interno della struttura». Usando queste parole, il sindaco di Edolo Luca Masneri aveva presentato anni una Pro loco che teoricamente doveva avere un grande futuro davanti. In realtà, la «corazzata» costruita dalla politica è naufragata miseramente senza neppure ricevere cannonate, svuotata dall’interno con la perdita di un consigliere dietro l’altro fino a lasciare per la strada tutti i 13 membri che erano stati nominati proprio dal primo cittadino nell’agosto del 2014. Così si è aperto un vuoto, e adesso c’è qualcuno che lo vuole colmare. Un gruppo di persone sta infatti cercando di creare una nuova Pro loco. «Un’aggregazione apolitica, indipendente (non come la precedente figlia dell’amministrazione comunale) - puntualizza uno dei proponenti -, che possa lavorare per valorizzare, recuperare e promuovere il turismo, l’ambiente montano, le tradizioni culturali e artigianali del territorio». QUESTA è l’ambizione che anima e muove il comitato promotore, che chiede indistintamente a tutti i cittadini un aiuto per concretizzare a breve il progetto lanciato. Una richiesta stampata su centinaia di volantini diffusi in paese nei giorni scorsi. Gli interessati che intendono partecipare all’assemblea costitutiva devono compilare il modulo sul retro del foglio inserendo nome e cognome, indirizzo, recapito di posta elettronica e numero di cellulare (facoltativo) e riconsegnare il tutto entro il 31 marzo all’Infopoint di piazza Martiri, all’edicola che si affaccia a sua volta nella piazza centrale della cittadina, al «Tabachì» di via Porro, alla Casa della scarpa di via Marconi o nell’atrio del municipio. C’è solo da aspettare per vedere se il progetto di rilancio andrà a buon fine.

L.FEBB.
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