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03.12.2017

Una cerva investita per colpa di un cane

I primi soccorsi alla giovane cerva investita a Edolo
I primi soccorsi alla giovane cerva investita a Edolo

Lino Febbrari L’ultimo incidente in ordine di tempo ha riportato in primo piano uno dei tanti problemi che pesano sulla fauna selvatica. La protagonista è stata una giovane cerva di circa due anni inseguita a lungo da un cane randagio a Edolo: uno dei tanti, troppi predatori aggiuntivi che grazie all’inciviltà delle persone vagano nell’area del Turicla; uno spazio protetto da anni perché al suo interno vivono centinaia di ungulati. PER SCAPPARE la cerva è finita ieri mattina sulla statale 39 che porta all’Aprica ed è stata investita da un’auto: il conducente si è allontanato in tutta fretta, probabilmente non sapendo che i danni riportati dal suo veicolo gli sarebbero stati ripagati. È successo poco prima delle 10 alle porte di Edolo, nella zona della Nicolina, a una ventina di metri dal bivio di via Primavera, la strada che conduce all’Alpe Mola e a quello che dovrebbe essere il regno dei cervidi; non dei cani. Una residente ha visto la cerva correre tallonata a pochi metri da un cane di grossa taglia. All’incrocio l’ungulato ha girato a sinistra immettendosi sulla statale, e qualche secondo dopo è stato centrato da un’auto che procedeva in direzione della Valtellina. Dopo l’impatto la femmina è stata scagliata contro le barriere metalliche e poi, malgrado una zampa spezzata, è riuscita a trascinarsi fino al bivio, accasciandosi a pochi passi dall’arteria nazionale, che in quel tratto cittadino si chiama via Porro. Poco dopo sul posto sono arrivati i carabinieri, la polizia provinciale e un veterinario dell’Ats. L’animale è stato sedato e poi, dopo una visita che ha permesso di accertare oltre alla frattura della zampa anche alcune lesioni alla bocca e a un occhio, portato al Centro recupero animali selvatici di Paspardo. Niente da fare, invece, per il cervo maschio ucciso a Monno, poco oltre la sponda dell’Oglio, dalla fucilata di una carabina esplosa dalla riva opposta, poco più in alto dell’abitato di Incudine. L’abbattimento illegale è avvenuto ieri pomeriggio, e prima del bracconiere sulla carcassa è arrivata la polizia provinciale, che l’ha recuperata coi vigili del fuoco. •

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