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11.07.2018

Viabilità, la variante di Edolo sta per ingranare la marcia

La rotonda edolese punto di innesto della variante
La rotonda edolese punto di innesto della variante

Dopo decenni persi parlando di progetti faraonici che prevedevano costi multimiliardari (in vecchie lire), adesso che l’obiettivo è veramente a portata di mano è partito lo scontro (per ora solo sui social) tra quanti sostengono l’assoluta necessità della bretella che toglierà dall’abitato di Edolo il traffico diretto all’alta valle e quanti invece temono che l’opera uccida i negozi del centro. INTANTO, gli ultimi passi per il progetto definitivo della variante all’abitato (60 milioni stanziati dall’Anas per la realizzazione) sono stati fatti la scorsa settimana in Provincia, con la messa a punto di tutti i dettagli del piano redatto dal Broletto con la Comunità montana, l’Unione dell’alta valle e il Comune. Un progetto che prevede l’innesto del tunnel al confine con Sonico, nella zona della rotonda Enel, e lo sbocco dopo circa un chilometro in località Rincalonco, poco fuori l’abitato, in direzione di Pontedilegno. «Adesso la palla passa all’Anas - ricorda il presidente provinciale Pierluigi Mottinelli -. È un progetto viabilistico che interessa l’intera Regione e nel 2019 andrà in appalto. I finanziamenti sono arrivati dal fondo sviluppo e coesione del Pirellone, e il presidente Fontana qualche giorno fa ha ribadito, insieme agli assessori Sertori e Caparini, che la variante edolese è la priorità per la viabilità lombarda. Noi auspichiamo che il cantiere possa essere calendarizzato il prossimo anno per essere ultimato in massimo tre anni». Quasi in contemporanea alla variante partirà anche l’allargamento della galleria austroungarica dell’800 (così almeno assicurano fonti della stessa Anas), e molti si chiedono se non valga la pena evitare lo sfregio del vecchio monumento, e pazientare ancora qualche anno per puntare tutto sul tunnel di circa un chilometro sotto Mù; investendo eventualmente in altre opere le risorse (3 milioni) stanziate per lavori che per la loro complessità hanno fatto storcere il naso a cittadini e tecnici. «È un’istanza che la Comunità montana e il Comune hanno portato avanti, che risolverà parzialmente il problema - spiega Mottinelli -, ma siamo convinti che senza la bretella sia un intervento non esaustivo. Facciano pure questo allargamento: noi puntiamo alla variante». •

Lino Febbrari
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