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06.01.2019

Crepe nei muri e pali che si muovono: stadio comunale dichiarato inagibile

Il primo cittadino  Emanuele Moraschini ha firmato una doppia ordinanza per prevenire ogni potenziale rischio legato ai crateri
Il primo cittadino Emanuele Moraschini ha firmato una doppia ordinanza per prevenire ogni potenziale rischio legato ai crateri

Luciano Ranzanici La zona a fianco dello stadio comunale, soprannominato «dei laghetti» dopo la formazione di un cratere che ha inghiottito gran parte del prato, è stata dichiarata inaccessibile dal sindaco Emanuele Moraschini, così come l’impianto sportivo di via Civitanova Marche. Ed è proprio quest’ultimo a preoccupare. «Non sarà utilizzabile con tutta probabilità per l’intera stagione - commenta Moraschini - Sul sintetico giocano alcune squadre che saranno costrette a non utilizzarlo chissà fino a quando e magari a sospendere addirittura l’attività». Nelle vicinanze della struttura si sono formate diverse crepe nell’asfalto, oltre che nel muro di sostegno del complesso sportivo e sotto il tappeto del campo in erbetta sintetica, mentre alcuni pali di sostegno della recinzione hanno subito percettibili spostamenti. Il grande interrogativo è legato soprattutto ai costi e ai tempi per la sistemazione dello stadio: «Non ci resta che attendere l’esito dei rilievi dei geologi che hanno eseguito un accuratissimo sopralluogo». IL SINDACO DI ESINE rinnova l’appello ai suoi concittadini perché evitino in modo assoluto di transitare nella zona, ricordando che questi fenomeni carsici si sono già verificati nella medesima area a partire dal 1700. «Alcuni anni fa lo stadio venne ampliato di alcuni metri proprio verso la zona carsica ed è la parte inferiore sulla destra che è stata interessata al cedimento - spiega - Mi rincuora al contrario che il vicino collettore fognario di Valle Camonica Servizi non abbia subito danni». I laghetti di Esine in passato sono stati oggetto di attenzione da parte di geologi e studiosi quali Gualtiero Laeng (lo scopritore dei Massi di Cemmo), che ne registrò ben quindici, il bresciano Arturo Cozzaglio, che ne scoprì una decina con falda acquifera incorporata, e i coniugi di Esine Oberto (studioso, cultore del costume, dell’arte e della tradizione) e Margherita Ameraldi. In paese si racconta che negli anni Trenta uno dei laghetti inghiottì una santella, mentre altri divorarono alcuni terreni e la vegetazione circostante. • L.RAN. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Ranzanici
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