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20.01.2018

Da scarto a risorsa: il cibo diventa «solidale»

La raccolta degli alimentiIl Conad Superstore di Esine che ha lanciato l’iniziativa solidale
La raccolta degli alimentiIl Conad Superstore di Esine che ha lanciato l’iniziativa solidale

Per far fronte al fenomeno delle nuove e vecchie povertà, che anche in Valcamonica riguarda da vicino molte famiglie, da sempre in prima linea ci sono Caritas e San Vincenzo De Paoli, con gli alpini e le unioni dei comuni che da qualche anno curano il confezionamento dei pacchi alimentari. L’ultimissima iniziativa a favore dai nuclei indigenti è nata dalla collaborazione tra le Acli di Valle Camonica, presiedute da Giacomo Manganoni, e il Superstore Conad di Esine, che opera in paese dallo scorso marzo e che ha deciso di mettere a disposizione i generi alimentari destinati allo smaltimento, ma perfettamente commestibili, dei gruppi e delle istituzioni collegate alle Acli: Suore Messicane, Casa Giona e San Vincenzo di Breno, cooperativa La Mano di Angolo, Caritas Cividate, Comune di Esine, Unione dei Comuni Media Valle Civiltà delle Pietre e Banco Alimentare della Valgrigna di Bienno, Berzo Inferiore ed Esine e cooperativa di Bessimo. Sono loro poi a consegnarli ai destinatari. Da novembre per tre giorni la settimana, lunedì, mercoledì e venerdì, seguendo il calendario disposto da Gian Franco Franzoni, i volontari provvedono al ritiro dei freschi e degli articoli di gastronomia, e a oggi da Conad sono già usciti quasi una tonnellata di alimenti, pari a un valore di 5.000 euro. IL DIRETTORE del Superstore Claudio Bertolotti definisce l’iniziativa «innovativa, produttiva e di vicendevole utilità e soddisfazione perché risolve un nostro problema: se prima questi prodotti ritirati dalla vendita erano destinati allo smaltimento, ora vengono reintrodotti e trasferiti alle associazioni e alle istituzioni. Si tratta di un’azione efficace contro lo spreco e assolutamente da ampliare». Giacomo Morandini, animatore sociale delle Acli di Brescia, che collabora con Giacomo Manganoni e tiene i rapporti con Conad e le associazioni coinvolte, spiega: «Grazie alle associazioni e agli enti a noi collegati riusciamo a raggiungere circa 200 famiglie in condizioni di indigenza. E va specificato che il fenomeno riguarda equamente sia famiglie extracomunitarie che famiglie camune». • L.RAN. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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