CHIUDI
CHIUDI

09.01.2019

Esine col fiato sospeso
si aspetta la perizia
del geologo

L’area interdetta al transito a ridosso del cedimento di Esine
L’area interdetta al transito a ridosso del cedimento di Esine

La natura presenta sempre il conto; che a volte è salato. Come a Esine, dove quella che potremmo definire la riattivazione di un ovviamente antichissimo fenomeno carsico sta creando non pochi problemi e timori ai residenti e in primo luogo al sindaco Emanuele Moraschini. Il quale attende con una certa preoccupazione la perizia che l’amministrazione comunale ha affidato al geologo Luca Albertelli dopo lo sprofondamento carsico, appunto, che ha interessato e danneggiato via Grigna, la strada che corre parallela alla zona a Sud dello stadio dei Laghetti, e lasciato un segno anche sullo stesso impianto sportivo, con il cedimento del muro perimetrale e la formazione di preoccupanti crepe. L’epicentro si trova nella zona dei Laghetti, nella campagna di Esine, a poco più di un centinaio di metri dalla struttura sportiva, dove venerdì scorso si era aperta un’autentica voragine. L’assessore all’Urbanistica Nicola Donina aveva emesso immediatamente una ordinanza di chiusura della strada e pure lo stadio è stato dichiarato inagibile nella metà a Sud del campo, quella apparentemente più a rischio; tanto che i giocatori dell’Eden Esine ora si possono allenare utilizzando solamente la parte rimanente del rettangolo rivestito di erba sintetica.

IL SINDACO si augura di entrare in possesso della perizia geologica entro sabato: «Dopo che è stata posata una sonda, per quel giorno potremo disporre del quadro completo della situazione e sapere finalmente se il fenomeno carsico è ancora in evoluzione oppure no. Se l’esito sarà positivo saremo in grado di ricostruire il muraglione di sostegno dell’impianto sportivo, di intervenire sulla viabilità e pure su quella parte del collettore fognario che si trova proprio sotto lo stadio e che risulta parzialmente danneggiato dal cedimento. In ogni caso si tratta sicuramente di danni ingenti che per ora non è possibile quantificare». Tutto fermo o quasi, insomma: il sindaco potrà prendere delle decisioni operative solamente se il geologo certificherà che la formazione della nuova dolina si è arrestata. Al contrario se permanesse il pericolo di ulteriori sprofondamenti, Moraschini si vedrebbe costretto a decidere la chiusura dello stadio dei Laghetti a tempo indeterminato, con le ovvie ripercussioni sull’attività sportiva della società Eden Esine. Pur non essendo un tecnico, l’amministratore pensa che sul movimento geologico al centro dell’attenzione «potrebbero aver influito gli eventi atmosferici della fine di ottobre; le piogge intense che hanno provocato la piena del torrente Grigna causando ripercussioni anche sulla zona dei Laghetti. Potrebbe essersi creato un nuovo reticolo idrico sotterraneo che avrebbe poi causato quello squarcio nel terreno a poca distanza dallo stadio».

PROPRIO i Laghetti, ovvero le doline più antiche del territorio esinese, sono da sempre un’attrazione per gli appassionati e per gli esperti di carsismo: una opportunità ben segnalata in paese attraverso una cartellonistica a tema. E prevedibilmente sono tanti in questi giorni i curiosi che attraversano la campagna di Esine per osservare la nuova, enorme buca e quelle molto più datate e ricoperte d’arbusti. A Emanuele Moraschini, però, questo patrimonio naturalistico sta procurando in questi giorni solamente preoccupazioni.

L.RAN.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1