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20.01.2019

Esine, scavi e radar in azione contro l’emergenza voragini

La voragine che si è aperta sul territorio di EsineIl campo sportivo continua a essere a mezzo servizio
La voragine che si è aperta sul territorio di EsineIl campo sportivo continua a essere a mezzo servizio

Servirà ancora tempo per poter confermare con indagini complesse il quadro ipotizzato dal geologo Luca Albertelli; intanto, il sindaco di Esine Emanuele Moraschini ha deciso di non muovere nulla, mantenendo in essere le ordinanze che sigillano la parte di territorio attorno alla zona dei Laghetti segnata giorni fa da una serie di sprofondamenti. Nelle ultime ore geologo e sindaco hanno incontrato Dario Fossati, direttore vicario dell’Unità organizzativa Difesa del suolo della Regione, quella Regione che ha assegnato al Comune 100 mila euro proprio per finanziare le impegnative indagini che dovrebbero servire a fornire risposte (forse) definitive al problema. Intanto, appunto, l’impianto sportivo si può utilizzare solo parzialmente, e resta chiusa la strada che confina col campo comunale. Ora è atteso proprio l’avvio delle indagini, e il tecnico, anche basandosi su precedenti studi geofisici compiuti ormai mezzo secolo fa dalla Fondazione Lerici del Politecnico di Milano, spiega che «mancano dati tecnici per poter avvalorare questa tesi, e tuttavia il fenomeno potrebbe essere causato da una erosione e dissoluzione del gesso che si trova nella formazione rocciosa denominata “Carniola di Bovegno”, a una profondità fra i 50 e gli 80 metri. La continua erosione a opera dell’acqua porta infatti alla formazione di piccole cavità nel gesso che nel tempo si ampliano fino a diventare vere e proprie caverne e aperture». «Quando il tetto di queste cavità collassa - prosegue - i depositi superficiali del torrente Grigna cadono nelle aperture, e in superficie si formano sprofondamenti circolari o ellittici con pareti ripide. La presenza della prima falda a una profondità ridotta fa poi comparire l’acqua nella cavità, ed ecco spiegato il nome dei Laghetti». COME si procederà con le indagini? «La campagna dovrà fare chiarezza sulla genesi del fenomeno e sulla sua possibile evoluzione. Eseguiremo indagini geoelettriche profonde che sono in grado di fornire informazioni almeno fino a 100 metri di profondità - continua il geologo - da associare a indagini georadar e di rilievo topografico di superficie. Queste operazioni devono guidare l’esecuzione di sondaggi profondi con l’uso di sonde che perforino il terreno fino alla carniola e al gesso. Infine bisognerà eseguire analisi geochimiche per ricostruire i movimenti e il chimismo (l’insieme dei caratteri chimici) delle acque». Il tecnico si dice certo che è proprio il chimismo a governare gran parte del fenomeno, al quale non sarebbe estranea la piena del Grigna dell’ottobre scorso: se le acque sono ricche di sali intaccano difficilmente il gesso; se ne sono povere succede il contrario. •

Luciano Ranzanici
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