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giovedì, 19 ottobre 2017

La Casa di riposo si rafforza
per dare un futuro agli anziani

L’esterno della casa di riposo di Esine (BATCH)

C’è una evidente ragione demografica a giustificare la necessità di potenziare costantemente i servizi di assistenza alla terza età. La popolazione invecchia e le strutture d’accoglienza hanno liste d’attesa chilometriche. Da oggi, però, almeno la situazione della Rsa di Esine cambierà; perchè oggi sono in cartellone i festeggiamenti per la fine dei lavori di ampliamento dell’edificio gestito dalla Fondazione Ninj Beccagutti.

LA CASA di riposo esinese prende il nome dalla benefattrice che nel 1958 lasciò al Comune la sua casa di piazza Garibaldi (con giardino annesso) per realizzare il ricovero per anziani e inabili, e si è nuovamente ampliata. Da oltre un anno l’edificio era al centro di importanti lavori di ristrutturazione terminati proprio nei giorni scorsi.

L’istituzione presieduta da Caterina Massoli è diretta nella parte gestionale da Eleonora Marioli, ed è lei che ricorda le opere eseguite: «L’intervento ha riguardato la realizzazione di un nuovo nucleo da 11 posti letto per il quale verrà chiesto l’accreditamento di un reparto di cure intermedie, ma anche l’ampliamento delle zone comuni al primo piano (sala animazione, palestrina di piano e saletta ricevimento). Contemporaneamente - continua la funzionaria -, la struttura è stata adeguata alle normative antisismiche, sono state rifatte le pavimentazioni esterne con materiali antiscivolo ed è stato realizzato un piccolo campo per il gioco delle bocce».

Prima del recente ampliamento, la Ninj Beccagutti disponeva di 54 posti accreditati, di altri 7 posti di sollievo, di 16 spazi nel nucleo autonomo e di altri 5 per il Centro diurno integrato.

I nuovi spazi saranno appunto inaugurati con una festa aperta a tutta la comunità esinese che prenderà il via questo pomeriggio alle 15,30 e il nucleo sarà intitolato a Gian Primo Vielmi: un personaggio importante nella storia dell’ente scomparso nel settembre dello scorso anno e a lungo componente del cda della Fondazione (dal 1989 al 2015), oltre che presidente dal 2000 al 2012.