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20.09.2017

La sanità valligiana?
Un servizio da premio

La consegna del premio di Impronta camuna ai vertici dell’Asst
La consegna del premio di Impronta camuna ai vertici dell’Asst

È stato soprattutto un riconoscimento a una storia di umanità ed eccellenza assistenziale quello consegnato nei giorni scorsi nella cornice dell’opedale di Esine: una affollatissima sala convegni dell’ospedale ha fatto da sfondo alla cerimonia di assegnazione del nuovo premio «Impronta camuna», un istituto ideato da Roberto Bontempi, presidente dell’associazione omonima che raccoglie i camuni che hanno lasciato la valle per la città.

QUESTA volta l’attenzione del gruppo si è focalizzata sull’Azienda sociosanitaria territoriale di valle, e il premio, una scultura dell’artista Marco Bontempi raffigurante l’antico cavaliere camuno, ha voluto sottolineare soprattutto l’impegno dei quasi 1200 collaboratori delle strutture sanitarie valligiane: un piccolo esercito in larga parte operativo molto prima dell’entrata in vigore della riforma sanitaria regionale.

Il «grazie» è stato consegnato da Bontempi al direttore generale dell’Asst, Raffaello Stradoni, affiancato in questa occasione da due responsabili della direzione strategica, Maria Assunta De Berti e Marcello Acciaro, e dal direttore del dipartimento di Prevenzione veterinaria Giancarlo Battaglia. Nel suo intervento introduttivo Roberto Bontempi ha motivato la scelta ricordando che «gli operatori della sanità della valle si prendono carico ogni giorno instancabilmente dei malati, offrendo loro soprattutto conforto e speranza e distinguendosi per l’alto livello di preparazione, per l’attenzione e per la dedizione verso tutti, rappresentando una risposta efficace alle sofferenze dei pazienti e un sostegno ai loro familiari».

Palesemente commosso Stradoni: «Lavoriamo per curare ma anche per il bene e per il futuro della valle - ha commentato -. La sanità in montagna è importante e ci impegniamo molto per riuscire a far bene. È vero, ci siamo innamorati di questo territorio e della gente che qui è restata e che si dà da fare per rimanerci. I camuni ci stanno dando una mano per portare avanti la complessità della sanità valligiana che è di alto livello dal punto di vista umano così come da quello tecnico». L.RAN.

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