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lunedì, 11 dicembre 2017

Prevenzione in «rosa»
Speranze dall’Andos

Il nuovo macchinario per la tomosintesi mammaria attivato a Esine (BATCH)

Si chiama Andos, acronimo di Associazione nazionale donne operate al seno, e la sua emanazione camuno-sebina ha confermato ancora una volta il proprio importante ruolo di sostegno dell’ospedale di Esine. Una conferma consistente, arrivata ieri mattina con l’inaugurazione, nel reparto di Radiologia, di una macchina per la Tomosintesi mammaria: una tecnologia all’avanguardia utilizzata per la prevenzione senologica che sarà in funzione da lunedì prossimo.

È PROPRIO grazie all’Andos che la moderna apparecchiatura è in dotazione alla struttura esinese, e la presidente Fulvia Glisenti, poco prima del taglio del nastro ha voluto ricordare che «la Tomosintesi è dedicata alla memoria della nostra cara Silvana Vielmi. Il nostro ringraziamento va alla sua famiglia, alla Comunità montana e ai privati che hanno reso possibile la donazione alla Radiologia».

È stato proprio il marito della donna di Astrio a inaugurare la nuova apparecchiatura insieme al presidente dell’ente comprensoriale Oliviero Valzelli, ad alcuni sindaci e al direttore generale dell’Asst Valle Camonica Raffaello Stradoni, mentre è toccato a Diego Lambertenghi, responsabile della struttura di Mammografia e screening, presentare la nuova macchina.

Si tratta di uno strumento diagnostico ad alta definizione di livello tecnologico molto elevato che consente di studiare la mammella a strati diagnosticando in modo più preciso gli eventuali tumori. Lambertenghi ne ha approfittato anche per ricordare che grazie alla disponibilità in ospedale (dal 2010) della mammografia digitale, la prima tra Brescia e provincia, e dal 2015 del mammotome (una agobiopsia controllata dal computer che consente un prelievo multiplo del tessuto quando si sospettano lesioni tumorali dovute a micro calcificazioni) la Valcamonica si trova all’avanguardia nel settore. L.RAN.