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21.03.2017

Sfregi
razzisti alle
foto d’arte

Una  delle fotografie sfregiate all’interno  dell’ospedale di Esine
Una delle fotografie sfregiate all’interno dell’ospedale di Esine

Sarebbe interessante sapere se alle spalle del gesto di vandalismo apparentemente mirato c’è effettivamente un anche vago ragionamento di tipo «politico»; o se invece l’autore ha semplicemente agito sull’onda dell’idiozia. In un caso o nell’altro, la sua azione intollerabile, un misto di inciviltà e di razzismo, ha lasciato il segno causando uno sdegno moltiplicato dalla particolare finalità umanitaria dei materiali danneggiati.

È successo l’altro giorno all’interno dell’ospedale di Esine, e a fare le spese del corto circuito mentale di una persona per adesso sconosciuta sono state alcune fotografie molto speciali. Nel corridoio che precede il reparto di Chirurgia, in questi giorni i visitatori possono osservare una decina di grandi fotografie che celebrano la dignità e il valore della donna. Sono immagini di volti a tratti sofferenti e in altri casi sereni che sono state sfregiate da una mano ignota: in particolare, l’autore del raid ospedaliero si è accanito a rigare i ritratti di donne di colore.

Un assalto che naturalmente è stato condannato dalla storica presidente dell’Andos di Valcamonica e Sebino Fulvia Glisenti e dal direttore generale dell’Asst, Raffaello Stradoni; perchè si deve proprio all’associazione che fa riferimento alle donne operate al seno l’allestimento della mostra, che è intitolata «Sguardi», che è stata predisposta in collaborazione con la stessa Asst e con l’Ottica «Ci si vede» di Darfo e che raccoglie i risultati di un concorso fotografico con lo stesso titolo. Adesso, al posto delle foto danneggiate lungo lo stesso corridoio verranno collocati una serie di pannelli di denuncia contro l’inciviltà e il razzismo. L.RAN.

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