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06.02.2019

Grigna prosciugato, tre sindaci alla guerra

Il torrente Grigna è ormai ridotto a una sassaia
Il torrente Grigna è ormai ridotto a una sassaia

Tre sindaci della Valgrigna dicono basta alle prese in giro, e pretendono il rispetto degli accordi da parte di una società idroelettrica, la «Terzo salto» del gruppo Tassara, che li ha sempre ignorati e che con la propria centrale ha quasi prosciugato un torrente: il Grigna. Ieri Ruggero Bontempi per Berzo Inferiore, Massimo Maugeri per Bienno ed Emanuele Moraschini per Esine, con il sostegno degli «Amici del Grigna» (c’era il referente Leonida Magnolini), hanno deciso di rispondere insieme alla società che ha sede a Breno, e che ha deciso di ricorrere al Tribunale superiore delle acque per chiedere l’annullamento delle ordinanze emesse da due dei tre sindaci il 7 agosto scorso per ricordare a Terzo salto l’obbligo del rispetto del deflusso minimo vitale. Verso la fine del 2017, i Comuni e la società si erano accordati perché la srl brenese realizzasse un ulteriore spillamento d’acqua sulla condotta forzata necessario per rivitalizzare il Grigna, ma l’intesa è rimasta sulla carta. Così sono arrivate le ordinanze di Berzo Inferiore ed Esine, con la richiesta di attivare due spillamenti per il rilascio di 200 litri al secondo (per ogni scarico) e di un flusso minimo nell’alveo di 575 litri al secondo, così come prevedeva la convenzione sottoscritta nel 1999. Ancora una volta non è successo nulla, ma il ricorso della srl al Tribunale superiore delle acque non è stato digerito dai sindaci, i quali faranno opposizione. Ruggero Bontempi ha ricordato che «in base alla convenzione la srl si era assunta anche degli impegni nei confronti dei tre Comuni, impegni imprescindibili per superare le criticità ambientali e che sono ancora ignorati». BERZO, Bienno ed Esine promuoveranno a loro volta un procedimento nei confronti di Terzo salto chiedendo nuovamente che la concessione venga rispettata, e Massimo Maugeri ha introdotto un altro tema: «La mancanza nella convenzione di penali o clausole di salvaguardia a favore dei Comuni in caso di inadempienza che finora ci ha impedito di ottenere il rispetto degli impegni. Il rilascio di un corretto quantitativo d’acqua e il monitoraggio dei parametri ambientali per garantire la vita del Grigna sono disattesi». Infine, Moraschini spiega il disegno che starebbe alla base di tutto: «Dopo aver ottenuto ricavi per decine di migliaia di euro, la società vede avvicinarsi la data di consegna della centrale ai tre Comuni, prevista nel 2029, e furbescamente chiede di annullare gli impegni».

Luciano Ranzanici
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