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02.03.2018

Il Consorzio dei residenti: «O noi o la Tari»

Ancora polemiche a Montecampione: questa volta per la Tari
Ancora polemiche a Montecampione: questa volta per la Tari

Il Consorzio dei Residenti di Montecampione è in fibrillazione. Il motivo? Il fatto che il Comune di Artogne è intenzionato ad applicare la Tari, la tassa sui rifiuti, anche al villaggio turistico. Secondo l’amministrazione comunale la normativa di merito non consente più quella deroga presente nel regolamento per la raccolta rifiuti approvato nell’agosto 2013, che prevedeva per la stazione turistica «in fase di prima applicazione... la gestione di tutti i servizi afferenti il ciclo dei rifiuti demandata al Consorzio di Montecampione o ad altra forma associativa dei proprietari». PER GLI AMMINISTRATORI del Consorzio dei Residenti, invece, questa decisione porterebbe con sé l’immediato scioglimento del Consorzio stesso, per statuto, con tutte le conseguenze del caso: ogni onere che oggi è in carico all’associazione dei residenti passerebbe nelle mani del Comune. La ricerca di una soluzione al problema è stata oggetto di recenti incontri al vertice tra sindaco, presidente e vice presidente del Cda del Consorzio, ma le posizioni sono risultate ancora distanti. Attualmente la raccolta dei rifiuti nella stazione turistica, curata autonomamente dal Consorzio, tramite accordo diretto con Valle Camonica Servizi, comporta una spesa che si aggira attorno ai 110.000 euro l’anno. La preoccupazione che, se il servizio passasse nelle mani dell’ente pubblico tale spesa potrebbe lievitare, è però esclusa dagli amministratori comunali, che garantiscono di poter concordare con Valle Camonica Servizi la cifra esatta a carico di Montecampione e di mantenerla tale. Ciò che sta creando alta tensione è un passaggio dello statuto consortile, che all’articolo 1 prevede che con la parziale revoca di «alcune attività che sono proprie della competenza delle amministrazioni comunali… il Consorzio è immediatamente sciolto di diritto». Con una serie di ricadute a catena, avvertono a Montecampione: tutto quanto finora gestito dal Consorzio (acquedotto, fognature, pulizia strade, sgombero neve, illuminazione pubblica, manutenzioni varie …) si riverserebbe in carico ad Artogne. «Noi non vogliamo sciogliere il Consorzio e se si vuole una soluzione la si può trovare - si sente dire in municipio - ma dobbiamo rispettare la legge applicativa della Tari». Stasera altro incontro per cercare di dirimere la questione che al momento sta tenendo in stato di allerta il Consorzio dei Residenti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenico Benzoni
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