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14.09.2017

L’ex sindaco: «Basta
con i progetti faraonici»

Lodovico Scolari
Lodovico Scolari

Premette che la sua uscita allo scoperto dopo anni passati pressoché in silenzio a ingoiare un rospo via l’altro additato sempre più spesso dagli amici-rivali come la possibile fonte di tutti o quasi tutti i guai capitati nell’ultimo decennio in Valsaviore (dalla Croce del Papa allo Chalet Pineta, eccetera), non è finalizzata (come qualcuno sostiene) a un suo possibile ritorno alla politica. Il fatto è che a suo dire la misura è veramente colma. Lancia in resta è quindi partito all’attacco dell’amministrazione civica accusandola di sprecare risorse pubbliche: l’ex sindaco di Cevo, Lodovico Scolari, condanna in particolare l’operazione Chalet Pineta voluta dall’attuale primo cittadino Silvio Citroni, il quale nelle sue intenzioni vorrebbe mettere mano all’immobile per trasformarlo nella sede decentrata del parco dell’Adamello.

Inoltre Scolari stigmatizza senza mezzi termini anche l’oneroso intervento di ristrutturazione completato lo scorso anno del fabbricato che accoglie la materna e le elementari. Andiamo con ordine e cominciamo dalla struttura che sorge nell’area più bella e frequentata del paese, che fin dalla sua realizzazione di disavventure ne ha vissute fin troppe. «Come biglietto da visita per accogliere il Parco hanno compiuto uno scempio tagliando decine di maestosi abeti - osserva Scolari - se poi ci aggiungiamo la somma di denaro che intendono investire per creare quella che definiscono la sede dell’area protetta, che invece io considero il trasferimento al massimo di un paio di impiegati, perché il centro nevralgico resterà a Breno, quando a Cevo abbiamo la Casa del Parco, non si capisce davvero perché buttare a terra lo chalet quando esiste un’alternativa a costo zero».

Veniamo all’altro intervento nel mirino dell’ex sindaco. Dallo scorso anno scolastico la scuola dell’infanzia e quella primaria sono nello stesso stabile. In queste ultime settimane per agevolare le manovre dello scuolabus il Comune ha fatto demolire un vecchio edificio con l’obbiettivo di ricavarci una piazzetta. «Anche questo è un altro esempio di spreco - tuona l’ex sindaco -. Attuato per realizzare un qualcosa di non funzionale. Si è riqualificato l’ex asilo per portarci anche le elementari, si è abbattuta una casa per far posto a uno spiazzo per far girare il pulmino, ben sapendo che il plesso non sarà comunque completamente accessibile, quando a meno di un centinaio di metri di distanza vi è lo stabile in malora delle ex elementari. Una struttura che rischia di crollare da un momento all’altro, non per nulla è stata circondata da una palizzata che impedisce alle persone di avvicinarsi. Che probabilmente con meno denaro di quello sprecato poteva essere recuperata a scuola - conclude Scolari - e, visti gli spazi a disposizione, ospitare anche altre attività di carattere culturale».L.FEB.

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