Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
venerdì, 21 settembre 2018

La chiesa di Fucine torna a splendere

Gli interni della chiesa di Fucine tirati a lucido dopo il restauro

Per la seconda volta in pochi mesi la comunità di Fucine di Darfo è stata protagonista di un grande evento. Dopo avere investito quanto raccolto grazie alla sagra della frazione nella tinteggiatura e nel restauro degli esterni della parrocchiale, quest’anno, ancora grazie alla sensibilità e all’aiuto di molti, l’attenzione si è spostata sull’interno. Oggi la chiesa è più luminosa e vivibile. Merito dei lavori che l’hanno interessata negli ultimi mesi. Un investimento oneroso, con l’impegno, non solo economico, di tanti e il tempo di tutti. «Mentre i lavori per l’impianto elettrico, il restauro e la tinteggiatura sono stati dedicati alla memoria di mio fratello Gigi - spiega commosso il parroco, don Danilo Vezzoli - per il resto si è mossa la comunità di Fucine». Che si è già presa in carico sei delle dieci, tra statue e tele, che decorano e ornano la chiesa, «alcune famiglie, e poi il gruppo alpini e quello degli anziani ci hanno messo del loro. Spero che dalla felicità di vedere la propria parrocchiale così bella, qualcuno possa prendersi cura anche delle quattro tele che restano da restaurare». Stesso dicorso per la pala d’altare, la cui integrità, come per le tele, è stata minata dall’impianto di riscaldamento. «Abbiamo fatto fare un preventivo e speriamo, grazie al supporto della comunità, di potere restaurare anche quella». Intanto il lavoro fatto è lì da ammirare. Lungo le finiture interne delle pareti e della volta, nel restauro dei dipinti murali attribuibili al Teosa e al Corbellini, nella pulizia e sistemazione post lavori. «IL PROGETTO - illustra il direttore dei lavori Giorgio Fontana - è stato portato avanti d’intesa con la Soprintendenza; la prima fase di indagini è stata finalizzata a reperire elementi utili alla fase di progettazione, con l’obiettivo di portare alla luce le colorazioni settecentesche. L’intento era quello di cercare di snellire la composizione cromatica della chiesa, oggi più luminosa, ripristinando l’avorio per le paraste e gli elementi decorativi e una tonalità più calda per le pareti». •