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27.08.2017

Montecampione: ecco gli hotel abbandonati

La piscina abbandonata dell’Hotel Montecampione, trasformata in una discaricaMuri scrostati, infissi arrugginiti nell’ex albergo a quota 1200Una parte della vetrata della piscina in pezzi
La piscina abbandonata dell’Hotel Montecampione, trasformata in una discaricaMuri scrostati, infissi arrugginiti nell’ex albergo a quota 1200Una parte della vetrata della piscina in pezzi

Ad ogni episodio di cronaca i riflettori si accendono sullo stato di abbandono degli alberghi di Montecampione, per poi spegnersi immediatamente in attesa di un nuovo evento che li riporti alla ribalta. Così è stato alcuni anni fa, era il luglio 2011, con l’arrivo dei profughi al Plan, a quota 1800; così è successo in occasione della scoperta dei vandali che hanno ridotto dapprima la sala da pranzo e poi la piscina del complesso a quota 1200 ad un deposito rifiuti; ed ancora quando sempre nello stesso albergo c’è stato un principio di incendio. Ultime in ordine di tempo, le vicende dei giorni scorsi con intrusioni, aggressioni e botte tra giovani.

LO STATO di abbandono delle due strutture del Plan e del villaggio di Preottone non sembra entrare oramai più nemmeno nella coscienza di chi ne è preposto alla sicurezza. Questo in particolare per quello che fu il grande hotel Montecampione.

L’albergo sorge a ridosso delle piste, a fianco di altri due grandi insediamenti immobiliari, la prima cosa che salta all’occhio ai turisti è lo stato di abbandono in cui versa la struttura. Senza dire della facilità con cui fino a poco tempo fa vi si poteva penetrare. Solo nei giorni scorsi, come deterrente, sono comparsi alcuni cartelli che ammoniscono trattarsi di proprietà privata soggetta, si legge, a videosorveglianza; ne è poi seguito un recentissimo transennamento degli ingressi.

Montecampione stazione turistica, sì, ma l’agglomerato di seconde case non è sufficiente a garantirne la crescita economica. Servono posti letto e ad oggi l’unica presenza positiva sono le poche camere del Legazzuolo. A pesare su tutto, come si sa, il fallimento della Montecampione hotels datato 30 ottobre 2013. La società era proprietaria dei due alberghi di 1200 e 1800, una sorta di monopolio, e con la sua fine è giunta la fine anche dell’accoglienza. Tutto da anni è in mano al curatore fallimentare Filippo Brunori; i bandi di vendita si sono susseguiti sia per l’intero ramo d’azienda, sia per i due separati, ma con esito sempre negativo. Per la verità nel corso delle cinque aste finora svoltesi qualche interessamento c’è stato, ma non ha portato a conseguenze concrete. Anche il duo Iorio-Ghidini della Misa non mancò di puntare la sua attenzione sul settore alberghi, ma per evitare un passo troppo lungo della gamba preferì puntare sugli impianti di risalita.

Di recente sono rimbalzate voci di un interessamento da parte di una società altoatesina specializzata in centri benessere e spa. A pesare, oltre alla cifra legata all’acquisto di uno o di entrambi i rami d’azienda, è soprattutto l’investimento successivo, dato che sia a Preottone che a Bassinale si tratta di rimettere tutto a nuovo. I circa 10.000 metri quadri dell’immobile di 1200 con 140 stanze, cucina, sala pranzo, discoteca e piscina sono ancora lì, abbandonati ed in attesa di compratore. Così come per i 12.500 mq del Plan su 7 scale e che comprendono 142 appartamenti, due anfiteatri, zona relax e piano bar. Tutto lasciato a se stesso in attesa di un cavaliere bianco. L’investimento è consistente. Il valore della perizia di stima affidata alla prima asta ammontava ad 3.660.000, il prezzo di acquisto del quinto esperimento svoltosi nel giugno scorso era sceso a 1.068.000 (506.000 per la parte di Preottone e 562.000 per le Baite di Bassinale). Ora calerà ulteriormente, con la speranza che presto o tardi qualche imprenditore si faccia vivo. Perché senza posti letto il futuro di Montecampione sarà sempre segnato, in negativo.

Domenico Benzoni
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