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03.11.2017

Nessun mistero:
Matteo tradito
dal cuore

Matteo Silini: a ucciderlo nel suo letto è stato un attacco cardiaco
Matteo Silini: a ucciderlo nel suo letto è stato un attacco cardiaco

«Il nostro Matteo è morto per un arresto cardiocircolatorio». Con un messaggio affidato a whatsapp e inviato alle moltissime persone che volevano bene al figlio, Severino Silini, papà del 20enne di Temù deceduto nel pomeriggio di Ognissanti a Trento, ha voluto sgombrare il campo dal clima di mistero che aveva avvolto inizialmente la tragedia. Matteo Silini, reduce da una festa di Hallowen, era stato trovato agonizzante nel suo letto dello studentato Nest di Trento, dove era arrivato da poche settimane per frequentare all’università il corso di laurea in Ingegneria per l’informazione e l’organizzazione d’impresa. Le indagini coordinate dalla Questura di Trento, sotto l’egida del pm Alessia Silvi, sono durate poche ore. Il quadro e le circostanze del dramma erano talmente chiari che il magistrato non ha ritenuto neppure opportuno disporre l’autopsia. Il nullaosta alla sepoltura è arrivato già ieri mattina. I funerali saranno celebrati domani alle 15 nella parrocchiale del paese, posta sull’altro lato della statale del Tonale rispetto all’Hotel Adamello, la struttura ricettiva gestita dalla famiglia insieme ad altre attività nel settore della progettazione, costruzione e commercializzazione di immobili residenziali. Il rito sarà celebrato da don Martino Sandrini. Oltre al padre, Matteo lascia nel dolore la mamma Susanna, la sorella 17enne Greta e i tanti amici.

Ieri mattina il pm Alessia Silvi ha chiarito che «non c’è nessuna indagine, la questione non riguarda la Procura perché non vi è alcuna ipotesi di reato».

MATTEO SILINI è stato tradito dal cuore che mai gli aveva dato problemi durante la sua attività sportiva. Il 20enne aveva praticato la corsa campestre e il mezzo fondo.

La famiglia, mercoledì sera, non è riuscita a raggiungere lo studentato di via dei Solteri. Il corpo senza vita del figlio, all'ora del loro arrivo a Trento, era già stato trasferito all’obitorio.

Sono stati sentiti dagli inquirenti. Ieri mattina si sono recati nell'edificio era diventato la casa di Matteo: hanno incontrato il presidente della cooperativa che gestisce la struttura e la direzione.

«POI SONO saliti nella stanza che occupava Matteo e hanno preso in consegna i suoi effetti personali - spiega il direttore Roberto Nicolli -. Questo - aggiunge - è stato anche il momento in cui hanno potuto incontrare qualcuno degli altri ospiti, amici di Matteo». «Siamo molto provati - confida Nicolli - ci facciamo forza tra noi, aiutati anche dai tanti messaggi di vicinanza che arrivano dalle famiglie degli altri ospiti, dagli stessi ragazzi che seppur lontani per il ponte festivo hanno voluto raggiungere lo studentato fisicamente o attraverso mail e messaggi». Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dalle istituzioni: «Ieri sera mi ha chiamato l'assessore alle Politiche giovanili di Trento, Sara Ferrari - racconta il direttore -: abbiamo apprezzato molto il suo messaggio e la sua attenzione».

Lino Febbrari
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