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06.02.2018

I tesori architettonici rinascono grazie agli investimenti privati

Lavori in corso nei palazzi storici di PisogneLa scritta apparsa durante il restauro di un edificio di via San Marco
Lavori in corso nei palazzi storici di PisogneLa scritta apparsa durante il restauro di un edificio di via San Marco

Domenico Benzoni La torre come simbolo del potere vescovile, spirituale e materiale, e a fianco gli antichi palazzi che le fanno da corona: costruzioni signorili, proprietà di famiglie potenti e ricche che fin dal basso Medioevo hanno vissuto un’epoca d’oro. È il cuore del centro di Pisogne, in cui poi è arrivato il tempo della decadenza, in qualche caso dell’abbandono legato allo sfaldarsi delle proprietà. NELL’ULTIMO quindicennio è però iniziata una nuova fase di recupero e valorizzazione attraverso i restauri: un ciclo di lenti recuperi che stanno riportando alla bellezza originaria facciate, balconi, terrazze, ringhiere e stucchi. Edifici inutilizzati e vuoti del nucleo di antica formazione che grazie all’iniziativa privata stanno riprendendo vita. Succede in via San Marco, la più antica e meglio conservata di Pisogne. Come non citare, per esempio, palazzo Fanzago, che nel 1714 accolse le spoglie di San Costanzo e successivamente uomini illustri in visita al paese. I rifacimenti interni non hanno intaccato la facciata, sulla quale fanno bella mostra i medaglioni inseriti nel 1800 che rappresentano personaggi dei Promessi sposi. Sul fronte opposto c’è casa Corna Pellegrini, ristrutturata gli scorsi anni e oggi sede della biblioteca civica. I lavori in atto proprio in questi mesi al civico successivo hanno riportato alla luce due luoghi legati alle vicinie: l’ufficio municipale e l’antica tintoria. Presenza testimoniata da due scritte sopra i rispettivi portali di ingresso, riemerse e pronte ad affidare ai cittadini e ai visitatori un brandello di storia locale. Alcune opere di recupero sono partite pure nella parte alta del palazzo dell’antica farmacia Isonni, una costruzione seicentesca cresciuta su resti medievali (come ricordava Gaetano Panazza), poi modificata nell’Ottocento con eleganti balconi e ringhiere in ferro battuto con foglie di acanto. Passo dopo passo, via San Marco va così rinascendo: splendori antichi che tornano a vivere e che parlano di storia, architettura, maestria costruttiva, potenza economica. Il tutto grazie alla salvaguardia di elementi formali e strutturali che, nel rispetto del Piano di governo del territorio, prevede da un lato l’eliminazione di superfetazioni e dall’altro la conservazione di ciò che riveste pregio ambientale con utilizzo di materiali omogenei a quelli tradizionali dei nuclei antichi della zona. Ridurre il consumo di suolo è diventata una necessità, e contemporaneamente, salvaguardare e ridare dignità alle antiche dimore appare non solo doveroso, ma utile. Utile per l’attrattiva turistica che questi luoghi rappresentano; utile per scoprire il passato. Utile per mantenere vivo il centro storico. •

Domenico Benzoni
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