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23.01.2018

Il vorticoso turn over alla Casa di riposo ora agita la politica

Difficile prevedere un rapido rientro delle polemiche nate attorno alle dimissioni da consigliere della Fondazione Santa Maria della Neve - l’ente gestore della casa di riposo di Pisogne - di Paolo Fenaroli. L’uscita di scena dell’ormai ex amministratore, la quarta (in un consiglio di amministrazione di cinque elementi) registrata negli ultimi due anni, non provocherà terremoti: Fenaroli verrà infatti presto sostituito, come da regolamento, dall’amministrazione comunale, ma la politica cavalca il problema. I gruppi della minoranza consiliare, «Insieme per Pisogne» e «Passione per Pisogne», ricordano che su quattro dimissioni (in precedenza era toccato al presidente Gianbattista Bianchi e ai consiglieri Silvano Del Bono e Stefano Saloni) tre hanno riguardato uomini voluti dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Diego Invernici. «Le minoranze - spiegano Matteo Bertolini e Gabriele Ceresetti, leader dei gruppi di opposizione - esprimono forte preoccupazione per l’incapacità, da parte della giunta Invernici, di mantenere stabilità in una realtà che sul nostro territorio rappresenta una risorsa fondamentale dal punto di vista sociale e occupazionale. Stiamo assistendo a continue defezioni di membri che ricoprono ruoli chiave nella gestione del patrimonio cittadino». POI RINCARANO la dose parlando apertamente di «scarsa e superficiale attenzione ai problemi sociali che affliggono la nostra comunità» da parte della giunta, «per esempio con la recente sospensione, nelle ultime settimane di dicembre, di alcuni servizi a domicilio forniti agli anziani». «Al contrario di quanto affermato recentemente dal sindaco - è la conclusione -, lo squilibrio di bilancio ha portato al mancato stanziamento di fondi necessari ad assicurare la copertura di tutti i servizi domiciliari fino alla conclusione del 2017». • AL.ROM.

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