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10.01.2018

Pisogne, una famiglia scampata al monossido

La palazzina di Pisogne teatro della sventata tragedia
La palazzina di Pisogne teatro della sventata tragedia

Si è vissuta una serata da panico, lunedì, in una casa che si affaccia sulla pisignese via Marconi. Una famiglia di origine straniera residente in una palazzina all’angolo con via Romanino è stata soccorsa e salvata dal personale inviato dal 112 da una possibile morte per asfissia: madre, padre una bambina di 7 anni si stavano avvelenando per il monossido di carbonio, e per fortuna hanno dato l’allarme quando erano ancora alle prese con giramenti di testa, nausea e respiro affannoso. Erano da poco passate le 23 quando la più piccola della famiglia Dybeku è caduta dal letto della sua cameretta spiegando ai genitori di non sentirsi bene. Il padre, Gentian e la madre Rezarta hanno immediatamente allertato il numero unico dell’emergenza: l’operatore ha capito di cosa si trattasse e ha inviato in via Marconi sia una ambulanza, sia i vigili del fuoco. Questi ultimi sono entrati nei locali, al primo piano della palazzina, e grazie ai rilevatori hanno subito verificato la presenza del gas letale. Così i tre membri della famiglia albanese sono stati affidati alle cure del personale medico, e sono stati trasportati in codice giallo nell’ospedale di Vallecamonica a Esine. DA ESINE la donna, incinta di alcuni mesi, è stata trasportata con l’elisoccorso in città, nella clinica Città di Brescia in cui è stata sottoposta a un trattamento nella camera iperbarica ritenuto necessario per evitare complicazioni. Nel frattempo, l’abitazione pisognese, in cui sono presenti due stufe, a legna e a pellets, è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco: da una valutazione effettuata sul posto è risultato il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento, quindi la fuga di monossido potrebbe essere stata causata da una stufetta a gas utilizzata per scaldare l’acqua e posizionata nell’anticamera. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Pisogne, agli ordini del maresciallo Giovanni Olivieri, per gli accertamenti di legge. La fortuna ha voluto che gli abitanti del civico 16 si accorgessero immediatamente di quanto stava succedendo: il monossido è un killer silenzioso e completamente inodore. Le conseguenze della fuga di gas avrebbero potuto essere fatali per la famiglia Dybeku: padre e figlia hanno passato la notte in osservazione a Esine, mentre la madre ha fatto rientro a Pisogne nel pomeriggio di ieri. Le sue condizioni, e anche quelle del feto, non creano preoccupazioni. Tutti sono però ora ospiti da parenti: la loro abitazione è stata sottoposta a controlli dall’Ats Montagna. • AL.ROM.

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