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venerdì, 21 settembre 2018

Su bilancio e opere lo scontro è totale

Il sindaco Diego Invernici

Polemiche d’agosto a Pisogne: il botta e risposta esce dall’aula consiliare e approda sulle bacheche comunali. La politica non va in ferie, insomma, e alla faccia del caldo torrido maggioranza e opposizione se le suonano di santa ragione. È stata la giunta guidata dal sindaco Diego Invernici a scagliare la prima pietra. Sotto forma di manifesto pubblicato su internet e affisso nel capoluogo e nelle frazioni, una sorta di riepilogo elogiativo di quanto fatto in merito al bilancio comunale presentato a giugno, e più in generale del lavoro e dei risultati ottenuti a quattro anni dall’insediamento: nessun sacrificio sul fronte dei servizi alla persona, nonostante i tagli ai trasferimenti statali; la riduzione dell’indebitamento, passato da 10 a 8 milioni di euro; il risanamento della situazione economica e finanziaria della casa di riposo, con l’indebitamento abbattuto di 800mila euro; la riduzione del 12% del costo dei dipendenti comunali; l’azzeramento del costo della politica, con sindaco e assessori che hanno rinunciato alle indennità di carica; l’incremento delle risorse destinate al sociale e all’istruzione; più di un milione di euro destinato alla manutenzione straordinaria del territorio; l’avanzo positivo del bilancio di quasi 600mila euro. PRONTA e piccata la risposta della minoranza, «Passione per Pisogne» e «Insieme per Pisogne», guidati da Gabriele Ceresetti e Matteo Bertolini. Affidata a un manifesto, «La giunta Invernici nel paese delle meraviglie», affisso nelle ultime ore. Le minoranze sostengono che il sindaco, sui servizi sociali, si smentisce da solo, citando la delibera di giunta numero 57 del marzo scorso in cui si indica la mancanza di fondi e il conseguente taglio di alcuni servizi. Viene scritto che certo, la riduzione dell’indebitamento c’è stata, ma solo perché l’unica opera realizzata in quattro anni di governo è stato il Lido Goia. Per quanto riguarda la casa di riposo, le minoranze evidenziano come, nel tempo, ci sia stato un fuggi fuggi generale, con un presidente, due medici - tra cui il direttore sanitario - e tre consiglieri che se ne sono andati a causa delle ingerenze del Comune; la riduzione del costo dei dipendenti invece è diretta conseguenza dell’esodo di massa che ha coinvolto il personale del municipio. Meno personale significa però anche meno servizi al cittadino. Si punta il dito poi sulla manutenzione del verde pubblico, sulle strade, sulla scarsa pulizia del centro e delle vie periferiche: «250mila Euro - sbottano le minoranze - sono pochi per un comune grande come Pisogne». «Zero euro, infine, per l’acquisto di libri e per gli eventi della commissione cultura: è il valore che viene dato a questo settore da sindaco e assessore». • © RIPRODUZIONE RISERVATA