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25.02.2018

Auto nel Parco, non ci saranno barricate

Le Case di Viso immerse nella neve dell’alta valle. FOTO ALEX VECLANI
Le Case di Viso immerse nella neve dell’alta valle. FOTO ALEX VECLANI

Fatti gli accertamenti si tratterebbe solo di una delle tante bufale che trovano sempre grande seguito e credito sui social. A smentire decisamente l’ipotesi (rilanciata più volte negli ultimi tempi) di chiudere totalmente al transito dei veicoli alcuni tracciati che portano all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, tra i quali la strada che da Pezzo di Ponte di Legno conduce alle Case di Viso (ipotesi che naturalmente ha sollevato mugugni a non finire), ci ha pensato uno dei membri camuni del Comitato dei comuni che gestisce la parte lombarda dell’area protetta. «NON VOGLIAMO sbarrare le strade alle auto, ma semplicemente regolamentarne l’accesso - chiarisce Ivan Faustinelli, vicesindaco di Pontedilegno -. E lo vogliamo fare prima interpellando le amministrazioni locali e poi sentendo anche il parere dei cittadini». Le limitazioni, per quanto riguarda nello specifico la splendida località di Case di Viso, non andrebbero a toccare i residenti e i proprietari delle baite della località che, con grande passione, hanno mantenuto sostanzialmente inalterate le strutture in pietra e legno ereditate dai loro avi: per loro l’accesso sarebbe sempre libero (seppure, si dice, solo in determinati orari). A pagare dazio saranno i turisti, i quali probabilmente dovranno parcheggiare l’auto a Pezzo, in un’area di sosta che il Comune di Ponte intenderebbe costruire all’ingresso della frazione, per poi proseguire a piedi oppure - altra ipotesi, in questo caso non campata per aria - utilizzando una navetta. «Intanto diciamo che per la prossima estate non cambierà nulla - afferma Faustinelli -. La nostra proposta sarà valutata, per entrare probabilmente in vigore nel 2019. Ribadisco comunque che stiamo pensando di limitare gli ingressi ai veicoli solo in specifici orari della giornata». Lasciamo da parte le polemiche viabilistiche per affrontare invece i progetti che il Parco concretizzerà (già a partire da questa primavera) nei territori dell’alta valle, investendo più di due milioni di euro: una boccata d’ossigeno soprattutto per i lavoratori stagionali dell’ente, sempre a rischio di rimanere senza un’occupazione. «Spenderemo questa somma per migliorare la rete dei sentieri - conclude il membro del Comitato -, nella sistemazione dei rifugi e delle malghe, nella mobilità sostenibile (per esempio col progetto Ebike), nella valorizzazione dei prodotti tipici e, in generale, nella promozione del territorio». •

Lino Febbrari
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