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31.10.2017

Ciclabili, la Valcamonica guarda all’Europa

L’ideale intesa tra i quattro presidenti delle Comunità montane
L’ideale intesa tra i quattro presidenti delle Comunità montane

Uno sbocco verso il Sebino e Milano per la pista ciclabile del Trentino Alto Adige e viceversa la possibilità per quella che da qualche anno attraversa la Valle di arrivare fino nel cuore dell’Europa. Questo l’obbiettivo che si prefigge il protocollo di intesa simbolicamente firmato ai tremila metri del Presena dai presidenti delle comunità di Valcamonica, Val di Non, Val di Sole e Oltradige-Bassa Atesina. A benedire l’atto c’era anche la parlamentare camuna Marina Berlinghieri. «Con questo progetto dimostriamo la volontà di non volerci chiudere nella nostra valle e di voler collaborare con i nostri vicini per uno sviluppo il più possibile condiviso», ha rimarcato Oliviero Valzelli, al vertice degli enti comprensoriali camuni, elogiando Dario Furlanetto, che è direttore del Parco dell’Adamello, per essere riuscito a mettere insieme quattro diverse Comunità, tre delle quali di un’altra regione. I cui vertici auspicano che il collegamento tra le vallate alpine venga realizzato al più presto, perché politici e imprenditori della regione autonoma sono fermamente convinti che per sviluppare maggiormente il loro già florido settore turistico servano sempre più percorsi ciclabili.

«DOBBIAMO implementare la nostra rete che oggi è molto frammentata - ammette Silvano Dominici, presidente della Comunità Val di Non - Necessariamente serviranno investimenti, convinzione e condivisione da parte di tutti e soprattutto servirà coinvolgere i territori limitrofi». Il lago di Caldaro per gli appassionati della bicicletta è uno degli snodi fondamentali per accedere alla fitta ragnatela di percorsi ciclabili situati oltre le Alpi. «Da noi le piste ciclabili portano verso la Val Venosta e la Svizzera - sottolinea Edmund Lanziner, presidente della Comunità Oltradige-Bassa Atesina - oppure in direzione del Brennero e dell’Austria e della Germania. Sul nostro territorio passa la famosa Claudia Augusta che collega Monaco a Venezia e la Caldaro-Iseo potrebbe benissimo innestarsi direttamente su questa importantissima via frequentata da decine di migliaia di ciclisti»

In Valle l’ostacolo principale da superare per congiungere l’attuale ciclabile di fondo valle a quella della val di Sole, è il tratto tra Ponte di Legno e il passo del Tonale.

«Ci impegneremo per far si che i due laghi, quello di Caldaro e il nostro Iseo, siano collegati, per offrire la possibilità ai ciclisti stranieri di raggiungere il Po lungo la ciclovia che abbiamo inaugurato quattro anni fa», la promessa di Valzelli. Dalle parole ora bisogna però passare ai fatti, trovando prima le risorse necessarie e poi avviare i cantieri. Il traguardo fissato è la primavera del 2019. L.FEB.

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