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23.01.2018

Dopo i cani tocca ai balestrieri Per i cervi non c’è più scampo

La cerva uccisa dalla freccia di una balestra a Ponte di Legno
La cerva uccisa dalla freccia di una balestra a Ponte di Legno

Lino Febbrari Grazie alla particolare arma che avevano usato nessuno li aveva sentiti, ma l’imprevisto arrivo di un’auto dell’istituto di vigilanza Corpo Vigili dell’ordine ha mandato a rotoli il piano dei bracconieri. I quali dopo aver ucciso e trascinato da un pendio fino a bordo strada, per alcune decine di metri, la carcassa di una cerva, con l’intenzione di caricarla a bordo del veicolo di un complice per poi far perdere le loro tracce, hanno dovuto invece abbandonare la preda e scappare velocemente. È successo nella notte tra venerdì e sabato scorso lungo la provinciale del Gavia, poco sotto l’abitato di Pezzo. Passando vicino a un tornante la guardia giurata, la cui società ha l’obbligo contrattuale di controllare più volte ogni notte tutti i paesi e le borgate, anche le più piccole, dell’Unione dei Comuni dell’alta Valle, ha notato a terra l’animale morto. L’uomo ha avvisato il 112 e sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali di Ponte di Legno: c’è voluto poco ai militari per scoprire che la cerva di circa tre anni era stata uccisa con una freccia scagliata da una balestra; un’arma micidiale quanto una carabina, che ha però il vantaggio di non provocare alcun rumore. Per riempire i loro frigoriferi oppure per vendere la carne degli ungulati a ristoratori compiacenti, i cacciatori di frodo dell’alta Valcamonica sono disposti a tutto. Anche a cambiare le loro abitudini in fatto di armi. Da queste parti purtroppo sono decine ogni anno i cervi, i caprioli e i camosci abbattuti illegalmente, travolti da auto in transito o, a peggiorare ulteriormente le cose, anche inseguiti fino allo sfinimento e uccisi da cani non custoditi dai loro padroni. PER QUANTO riguarda proprio gli inseguimenti dei selvatici da parte dei cosiddetti migliori amici dell’uomo, l’ultimo episodio in ordine di tempo risale a una decina di giorni fa. Una cerva braccata da un molosso nel centro di Ponte di Legno si è fracassata le zampe saltando da un alto muro e il veterinario dell’Ats non ha potuto fare altro che mettere fine alle sue sofferenze con una eutanasia. Lo stesso cane il giorno dopo ha inseguito a lungo un giovane maschio (un fusone), che per fortuna è riuscito a salvarsi nell’androne di un condominio di via Risorgimento. Stavolta però è stato individuato il vero colpevole: il giovane proprietario del «cacciatore» a quattro zampe è stato sanzionato con un’ammenda di circa 300 euro, e non è escluso che nei prossimi giorni venga anche invitato a mettere nuovamente mano al portafoglio per pagare il costo della «sostituzione» in natura dell’esemplare ucciso. •

Lino Febbrari
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