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30.09.2017

Fusione, ci siamo:
dopo le polemiche
la parola alle urne

Cresce la tensione in alta Valle e si alza il livello dello scontro politico in atto dalla scorsa primavera per il possibile matrimonio del secolo fra tre realtà amministrative contigue. Mancano ormai una manciata di ore all’apertura dei sette seggi (si vota domani dalle 7 alle 23) e i pronostici della vigilia si sprecano: gli elettori daranno il via libera all’incorporazione per fusione dei Comuni di Vione e Temù in quello di Pontedilegno, oppure decideranno di lasciare le cose come stanno? Sceglieranno di abbandonare metaforicamente il proprio campanile per entrare a far parte di una comunità più grande, che potrà effettuare corposi investimenti sul territorio grazie ai contributi statali concessi in occasione delle fusioni, o preferiranno continuare a coltivare il proprio orticello e mantenere la propria identità, rischiando però (è il caso di Vione) di non riuscire più nemmeno a rappezzare una buca per strada e a mantenere efficienti i servizi indispensabili, perché per l’attuale ente locale le possibilità di accedere a nuovi mutui sono ridotte praticamente a zero?

PRONOSTICI sull’esito è difficile farne. Seppur favorevoli, molti ricordano il bruciante fallimento di cinque anni fa, quando Ponte e Temù tentarono di convolare a nozze e per un’ottantina di voti i cittadini di Temù fecero naufragare il progetto, e perciò non se la sentono di azzardare un risultato. Stavolta però, a dar retta a quanti conoscono a fondo la mentalità delle persone, l’intreccio delle parentele e via dicendo, la fusione potrebbe passare tra i due ex fidanzati del 2012, mentre Vione (a meno di clamorosi ripensamenti) dovrebbe restare al palo.

E AD AFFOSSARE il matrimonio a tre probabilmente (sempre secondo i bene informati) sarà il voto degli abitanti di Stadolina, frazione che da sempre gravita su Vezza d’Oglio. Allo stato dei fatti la situazione è comunque davvero incerta. I comitati che si sono costituiti negli scorsi mesi e che da sponde opposte propugnano le loro tesi stanno sparando le loro ultime cartucce per convincere gli indecisi. Qualche sera fa i sostenitori del sì hanno chiamato a raccolta la cittadinanza e nell’aula consiliare del municipio di Ponte hanno esposto le loro ragioni, facendosi supportare dal sindaco di Bienno Massimo Maugeri, realtà reduce dalla fusione con Prestine.

Sull’altro fronte invece, dopo aver rifiutato il confronto pubblico con gli avversari motivando il diniego con il fatto che non volevano sul palco i «politicanti di mestiere», la chiusura della campagna elettorale l’hanno affidata a interventi videoregistrati in onda su TelePontedilegno, che vede protagonisti politici locali e semplici cittadini, i quali argomentano più o meno efficacemente la loro contrarietà all’unione. Ora però saranno le urne ad avere l’ultima e definitiva parola sulla fusione a tre.

Lino Febbrari
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