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17.08.2017

Fusioni, Vione spera nel matrimonio

Un suggestivo   scorcio di Vione visto dalla frazione Canè Il sindaco Mauro Testini
Un suggestivo scorcio di Vione visto dalla frazione Canè Il sindaco Mauro Testini

Gestire una piccola realtà popolata da circa 650 abitanti distribuiti in tre nuclei urbani, uno dei quali, Canè, è collocato a quasi 1.500 metri di quota all’imbocco dell’omonima, splendida vallata, non è semplice, e da qualche tempo gli amministratori comunali di Vione faticano anche a gestire l’ordinaria amministrazione a causa della carenza di risorse statali. Perciò dal municipio guardano alla fusione con Temù e Pontedilegno come alla soluzione ideale, a un’àncora di salvezza, per riuscire finalmente a incrementare e migliorare i servizi ai cittadini.

«È EVIDENTE che l’aggregazione ipotizzata non andrà a penalizzarci - afferma il sindaco Mauro Testini -, anzi: i contributi che il Comune unico potrà ottenere, almeno in una prima fase di messa a regime, verranno sicuramente impegnati da una parte per la riduzione della pressione fiscale, e dall’altra per aumentare i servizi. A quanti temono che la fusione cancelli la nostra comunità dico innanzitutto che non sparirà, e che arricchiremo le prestazioni e le potenzieremo».

Va detto che qui in consiglio comunale non siede alcun membro dell’opposizione, perché nella primavera del 2014 alle elezioni si presentò la sola lista guidata da Testini e al momento non risulta costituito nessun comitato contro la fusione. Di conseguenza ufficialmente non c’è nessuno che rema contro l’operazione messa a punto dopo quella naufragata nell’autunno del 2011, che prevedeva solo l’accorpamento di Ponte e Temù. Nel capoluogo e nelle frazioni vionesi però, in particolare in quella di Stadolina, che da sempre per le necessità quotidiane dei residenti gravita sulla non distante Vezza d’Oglio, al solo pensiero di cambiare Comune i mal di pancia e i mugugni si sprecano.

La consultazione popolare è fissata per domenica primo ottobre, e vista la situazione è difficile azzardare un pronostico. Se a Temù, paese che bocciò il precedente tentativo, le cose sembrano procedere per il verso giusto da quando Giuseppe Pasina (tre anni fa in campo con una sua lista nella sfida che vide prevalere Roberto Menici), proprio sul progetto fusione ha riallacciato i rapporti con gli ex avversari, assicurando il suo malloppo di voti alla causa «grande Pontedilegno», a Vione prevalgono l’incertezza e il campanile.

Per questo il primo cittadino è in prima linea nel cercare di convincere gli elettori per il sì. «Sono stato il primo a sostenere qui l’aggregazione - conclude -, per cui confido che i miei concittadini, e quelli dei due paesi vicini, vogliano guardare avanti, pensando che questa unione s’ha da fare per il nostro futuro e per quello dei nostri figli».

Lino Febbrari
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