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04.03.2018

Residence Palace Anche il municipio ordina la chiusura

Quella del Palace di Pontedelegno è una vicenda che si trascina da lungo tempo. Una lite tra la società che gestisce la ricettività turistico-alberghiera, i numerosi proprietari degli appartamenti in multiproprietà riuniti in condominio e l’ente locale. Una guerra di carte bollate alla quale presto un giudice potrebbe mettere la parola fine. LO SCONTRO tra la società e i condomini verte in particolare sui mancati pagamenti di Imu, Tasi e acqua (una somma che supera i 100mila euro) da parte del gestore (accusato tra l’altro dai multiproprietari di aver anche commesso dei presunti abusi edilizi) e si è inasprito all’indomani dell’incendio del maggio del 2014 parti da un locale utilizzato dal personale dipendente. A seguito del quale i vigili del fuoco appurarono che l’attività ricettiva non era in possesso del certificato di prevenzione incendi e che l’impianto antincendio non era a norma; tutto in regola invece per quanto riguardava la porzione di fabbricato utilizzata dai condomini. Da allora, e nonostante i numerosi solleciti inoltrati sia alla proprietà che in Comune, la situazione in tema di sicurezza è rimasta immutata. Nello stesso tempo però si è assistito a diversi cambi dell’assetto societario della compagine, con quote passate di mano più di una volta. Poi, a metà dello scorso gennaio, l’associazione che raggruppa i multiproprietari, ormai esasperati perché tra le altre cose rischierebbero di dover mettere mano al portafoglio per sanare le pendenze finanziarie al posto dell’ennesima società inadempiente, tramite un legale ha diffidato l’amministrazione comunale, e, strano ma vero, dopo quasi quattro anni di tira e molla, dal palazzo municipale è uscita l’ordinanza di chiusura del residence. «Siamo intervenuti – spiega il sindaco Aurelia Sandrini – perché il Palace nasce come condominio multiproprietà e, quindi, non necessita della documentazione antincendio. Un paio di anni fa la compagine imprenditoriale che ha rilevato la struttura ha deciso di avviare anche un’attività ricettiva, pur non avendo l’immobile i requisiti minimi necessari. I vigili del fuoco ordinarono la chiusura e la messa a norma, ma la società non mosse un dito. Di fronte a questo atteggiamento, non ho potuto esimermi da ordinare la chiusura. Ora toccherà agli organi superiori intervenire per regolarizzare il tutto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

L.FEB.
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