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18.01.2018

Sollima «suonerà» il ghiaccio del Presena

L’americano Tim Linhart alle prese con il violoncello realizzato con il ghiaccio del PresenaLa cassa del violoncelloAl lavoro sotto zero
L’americano Tim Linhart alle prese con il violoncello realizzato con il ghiaccio del PresenaLa cassa del violoncelloAl lavoro sotto zero

Lino Febbrari Una singolare opera d’arte creata per sciogliersi poi nel Mediterraneo. Realizzata col ghiaccio e la neve del Presena da un celebre artista statunitense, dopo l’ultima passerella fissata per il 10 febbraio al teatro Politeama Garibaldi di Palermo, lo strumento musicale si fonderà con le acque del «mare nostrum». UN LUNGO (e problematico) viaggio dalle Alpi alla Sicilia per l’insolito violoncello che sta nascendo in questi giorni ai 2700 metri di Capanna Presena, scandito da alcune tappe (Trento, Venezia, Roma), che si concluderà nella capitale italiana della cultura 2018. L’iniziativa promossa dall’Apt Val di Sole e da Trentino Marketing rientra nel progetto culturale, reso in forma musicale da Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale, che vuole far riflettere sul tema dell’acqua e della sua importanza a livello planetario per l’ambiente e per l’umanità. Che darà modo al pubblico di assistere a una breve serie di concerti da brividi: infatti, per non veder svanire anzitempo lo strumento in una pozza d’acqua, le esibizioni si svolgeranno nei luoghi prescelti con il riscaldamento rigorosamente spento e perciò gli organizzatori consigliano «caldamente» le persone interessate ad assistervi di lasciare a casa frac, marsine e abiti da sera, per presentarsi invece con un abbigliamento da alta montagna (giacche a vento e guanti). «Lavoro con il ghiaccio da più di 35 anni - spiega Tim Linhart, originario del New Mexico - Prima facevo solamente sculture, poi ho avuto l’idea di costruire strumenti musicali, naturalmente sempre impiegando il materiale fornito abbondantemente da madre natura nella zone più fredde del nostro pianeta. Una delle mie prime creazioni era un violoncello gigante, il cui suo suono era veramente eccellente. Grazie a questo c’è stato il debutto della musica di ghiaccio. Da allora - prosegue il liutaio la cui bottega inevitabilmente ha una temperatura costantemente di parecchi gradi al di sotto dello zero - mi sono sbizzarrito e ho creato diversi strumenti dell’orchestra, dai violini, alle viole, ai violoncelli, alle chitarre, ai banjo, per finire con i mandolini». LA PRIMA TAPPA del tour sarà a Trento lunedì 29 gennaio al Museo delle Scienze, poi lo strumento di ghiaccio proseguirà il suo viaggio lungo lo stivale trasportato in una cella frigorifera mobile, per approdare in Sicilia dove, come detto, al termine dell’ultimo accordo il maestro Sollima lo affiderà al Mediterraneo. «È il finale di questo processo - afferma l’artista statunitense - lo strumento si scioglie e ritorna a essere parte naturale del mondo. Paragono questo violoncello al circolo della vita: tra poco nascerà, vivrà per un determinato periodo, e poi morirà... così ne potrò costruire un altro», conclude con un largo sorriso di soddisfazione tra un colpo di scalpello e altro. Ancora qualche giorno di lavoro e poi il violoncello sarà pronto per essere affidato alle sapienti (e «guantate») mani di Sollima. Il suono? Ascoltare, per credere. Puro e preciso. Merito del ghiaccio, che ben si presta a fare da cassa di risonanza ad accordi, scale, fughe e note. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Febbrari
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