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sabato, 21 ottobre 2017

Verso il voto, i comitati del sì:
«Unire le forze per crescere»

Ponte di Legno e sullo sfondo Temù e Vione: domenica primo ottobre il voto sull’ipotesi fusione (BATCH)

Dodici pagine per spiegare le ragioni per le quali i cittadini di Ponte di Legno, Temù e Vione domenica primo ottobre dovrebbero votare sì senza alcuna esitazione alla fusione tra i tre municipi.

Il depliant viene distribuito in queste ore in tutti i borghi (oltre che nei tre capoluoghi, in otto frazioni o contrade), da parte dei membri dei comitati del sì costituiti nei tre paesi in procinto di convolare a nozze (a patto che gli elettori siano d’accordo). Ma perché il matrimonio s’ha da fare? «I pilastri del progetto sono il rafforzamento dell’identità con la creazione dei pro sindaci, che rappresenteranno veramente tutti - spiega Graziano Pennacchio, numero uno del comitato di Temù - Gli investimenti possibili dopo la fusione - stimati in oltre 50 milioni di euro - che libererà il nuovo Comune dai vincoli del patto di stabilità, l’aumento dei servizi erogati e la diminuzione delle tasse grazie agli oltre 380mila euro all’anno per 10 anni di contributi statali, condizioni più favorevoli per i giovani e, infine, l’ulteriore sviluppo del comprensorio turistico. Cinque motivi forti secondo noi - aggiunge Pennacchio - che si basano su dati obbiettivi». Oltre all’opuscolo, i tre comitati hanno attivato una pagina su Facebook (a nome del Comitato del Sì-Fusione) e un sito web (www.referendumunione.it) nel quale tutti potranno consultare lo studio di fattibilità del progetto.

«VOTARE SÌ vuol dire continuare a crescere e investire sul territorio - afferma il vice sindaco di Vione Stefano Tomasi -. Il nostro futuro dipende dal sì non tanto perché diventeremo Ponte di Legno, ma perché avremo a disposizione un sacco di risorse, che oggi non abbiamo, per implementare i servizi che oggi riusciamo a erogare a fatica».

Per illustrare le loro ragioni i comitati per il sì hanno indetto un’assemblea pubblica che si terrà domenica 24 alle 21 nella sala consiliare di Ponte di Legno.

Pera ora non è invece previsto alcun confronto con i sostenitori del no (che hanno imposto il veto ai «politicanti di mestiere»), anche se Graziano Pennacchio e i suoi colleghi Giampaolo Testini di Vione e Mauro Bulferi di Ponte hanno deciso di lasciare aperta la porta fino all’ultimo minuto. «Proprio ieri al termine del consiglio comunale di Temù ho rinnovato l’invito al consigliere di minoranza Fabio Fogliaresi affinché da parte loro ci sia un ripensamento», annota Pennacchio. La mano è tesa.