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11.12.2017

Raid incendiario
contro i vivai
del sindaco

L’intervento dei Vigili del fuoco sul teatro dell’incendio Il rogo doloso ha provocato danni per un valore di  oltre diecimila euro
L’intervento dei Vigili del fuoco sul teatro dell’incendio Il rogo doloso ha provocato danni per un valore di oltre diecimila euro

«Non capisco se coltivando fiori e piante stiamo dando fastidio a qualcuno. Sicuramente ci hanno fatto un bel regalo di Natale...». Le laconiche e ironiche parole in veste di imprenditore del sindaco di Incudine Bruno Serini sublimano tutta l’inquietudine alimentata dal raid incendiario compiuto contro la sua impresa Floricoltura Tonale. Serini da qualche mese ha trasferito la sua attività da Malonno alla località Lazzaretto di Edolo. E all’alba di ieri ha rischiato di vedere vanificati i sacrifici di una vita. C’è mancato davvero poco perché le estese serre sorte a fianco dell’Ogliolo finissero distrutte da un incendio che una mano criminale ha appiccato a una grande catasta di legname che il Consorzio forestale Alta Vallecamonica aveva ammassato in un’area poco distante. Il rogo è divampato verso le 6 e per fortuna le squadre dei vigili del fuoco e della protezione civile di Edolo sono arrivate in pochi minuti. In fumo sono finiti circa 400 metri cubi di legname e solo il tempestivo intervento dei soccorritori - quando l’allarme è arrivato alla centrale operativa una squadra di vigili del fuoco era impegnata poco distante per soccorrere un anziano caduto in casa - ha evitato la completa distruzione dei vivai. «Tralasciando le piante rinsecchite dal calore delle fiamme – spiega -, i danni alle strutture superano abbondantemente i 10 mila euro». Nessun dubbio sull’origine dolosa dell’incendio. Ed è forte il sospetto che l’obiettivo degli incendiari fosse l’attività del sindaco di Incudine. «Sicuramente è stato qualcuno che ci vuole bene - afferma -. Le basse temperature della notte scorsa penso che non abbiano innescato l’autocombustione del materiale legnoso. Sono convinto, come ho ribadito ai carabinieri di essere sono finito nel mirino di qualcuno».

Lino Febbrari
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