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09.08.2014

Stop alla violenza sulle donne

Donne e violenza
Donne e violenza

Tre progetti per dire basta alla violenza sulle donne, e per fornire un sostegno, psicologico, legale e di tutela, alle vittime di abusi domestici.
«Nel primo semestre - spiega Vanni Ligasacchi, direttore sociale Asl Vallecamonica-Sebino - abbiamo registrato 36 casi, e solo la metà di questi è stata denunciata all'autorità giudiziaria, contro i 66 registrati nei consultori di Darfo, Breno e Edolo». Numeri per dire che in Vallecamonica il problema esiste. Ma c'è chi lo combatte. E oggi attorno ai servizi già attivi si è costruita una rete che collabora, educa, informa. Tre progetti: «Donne e diritti», realizzato dal Comune di Darfo con la Casa delle donne di Brescia, «Teseo e gli altri», a cura dell'Azienda territoriale per i servizi alla persona, e «Donne al bivio», dell'associazione genitori di Vallecamonica. Il primo appartiene alla commissione pari opportunità di Darfo e prevede un centro antiviolenza grazie al supporto del bando regionale che ha stanziato per questo 40mila euro.
«È un bando che ci dà la possibilità di dare una risposta alle donne vittima di violenza - spiega Doralice Piccinelli, consigliere a Darfo con delega alle pari opportunità -. Una risposta completa, creata con altri enti, che darà consulenza psicologica, legale e una casa rifugio segreta in cui la donna potrà avviare un percorso di autonomia personale». Perché l'accoglienza è questione delicata e i casi gravi hanno bisogno di protezione assoluta.
ACCANTO «Donne al bivio», voluto dall'associazione genitori di Vallecamonica. «Abbiamo voluto esserci anche noi - spiega Alessandra Giorgi, numero uno del sodalizio -. È un fenomeno da arginare nel momento educativo. Abbiamo attivato una rete di professionisti volontari per orientare le persone vittima di violenza al servizio giusto».
INFINE «Teseo e gli altri» sarà il punto di incontro e rafforzamento reciproco, per questo il ruolo dell'Azienda territoriale per i servizi alla persona è fondamentale. «Serve però continuità - afferma Giacomo Lanzini, presidente dell'Azienda -; certo questo è un anno felice per queste iniziative, ma poi? Se non abbiamo dubbi che dal volontariato usciranno le competenze che servono, bisogna fare in modo che la Regione comprenda ancora questa necessità, oppure che la politica stabilizzi le risorse da destinare ai progetti».C.VEN.

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