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27.02.2018

Trattamento rifiuti, un piano sotto la lente

L’ex Habitat Legno di Braone è tra le aree interessate al piano
L’ex Habitat Legno di Braone è tra le aree interessate al piano

L’operazione non sarà di quelle che passeranno inosservate, anche, forse, dal punto di vista paesaggistico. Ecco perché il piano del Consorzio Valle Camonica servizi, che sta cercando una nuova area tra Ceto e Darfo per realizzare una piattaforma di grandi dimensioni per il compattamento e il trattamento dei rifiuti, sta creando qualche inquietudine. Il nuovo sito non è stato ancora individuato, ma nell’elenco dei papabili c’è anche un’area di Braone collocata nella piana tra Pizzo Badile e Concarena. Qui o altrove dovrebbe essere trasferito l’impianto ormai inadeguato che opera da anni nella zona artigianale di Onera, a Nord di Breno. LA SOCIETÀ ha invitato i sindaci dei comuni interessati alla nuova iniziativa a segnalare eventuali aree dismesse - pubbliche ma naturalmente anche private - che si trovano sui rispettivi territori e agli uffici di Darfo sono già arrivate risposte. Ora i tecnici stanno vagliando le aree (servono almeno 15 mila metri quadrati) che potrebbero essere adattate a piattaforma ecologica; allo smistamento e al compattamento della mole di materiale che quotidianamente viene raccolto. Nei prossimi giorni il sito dovrebbe essere definito e la società avrebbe così a disposizione spazi superiori; anche per poter trattare altri materiali, per esempio il polistirolo, che per ora finiscono nell’indifferenziato. E le preoccupazioni? L’operazione ha già spinto Sandro Simoncini del Movimento 5 Stelle a intervenire proprio sull’ipotesi di riutilizzo della ex Habitat Legno di Braone: «Vorremmo capire il motivo della possibile scelta di una zona di grande interesse paesaggistico, visibile dalla superstrada e stretta tra Pizzo Badile e Concarena, e vorremmo capire il motivo del trasferimento da Breno». IL PRESIDENTE del circolo camuno di Legambiente, Guido Cenini, critica l’eventuale spostamento della piattaforma da Breno in un’area verde, con l’occupazione di suolo vergine: «Ci battiamo da anni contro il consumo di territorio e l’abbattimento di capannoni mai utilizzati, e non vorremmo che si passasse da una zona industriale a spazi verdi pur di non risolvere i problemi con l’utilizzo di nuove tecnologie e recuperando spazi esistenti. Evidentemente nella zona di Onera per i supermercati e i centri sportivi gli spazi ci sono, ma non per rendere più efficiente l’isola ecologica». •

Luciano Ranzanici
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