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09.02.2019

Video hard con la figlia: madre condannata

Vicenda scabrosa ieri nell’aula del Tribunale di Brescia
Vicenda scabrosa ieri nell’aula del Tribunale di Brescia

«Adesso hai capito mamma cosa mi hai fatto?». Parole come macigni, di una figlia contro una madre. A quel punto era tutto chiaro. Era assolutamente evidente che non si era trattato di quel «gioco» di cui aveva parlato il genitore. Ma lo stratagemma vile è spesso quello usato quando si fa tabula rasa della purezza di una ragazzina tra le mura domestiche. STAVOLTA IL DRAMMA è andato anche oltre, ha lasciato l’abitazione, è finito in una videocassetta di un’altra persona. Tra le cose certe di tutta questa vicenda, in ogni caso, è che ci sono state due condanne, quella di una madre e quella del suo uomo. Si va, a vario titolo, dalla produzione alla detenzione, fino alla divulgazione di materiale pedopornografico. Ma non si tratta di materiale qualsiasi. Si tratta di video in cui, sulla base dei «suggerimenti» materni, una ragazzina si denuda e si muove. Ma non erano solo indicazioni, erano anche riprese vere e proprie. Quelle che la madre girava, indicando, e non è il caso di scendere nei dettagli, come comportarsi, e quelle che, sempre sotto l’attenta supervisione materna, la donna si faceva fare, anche in questo caso dedita a movimenti poco riferibili. Alla scoperta di questa tristissima realtà si è arrivati in seguito al coinvolgimento di una persona. Un uomo, legato alla madre della ragazza che però, sulla base delle indagini avrebbe mandato messaggi a un’altra ragazzina. Ma la destinataria si sarebbe rivolta alla mamma facendo così scattare le indagini che hanno portato alla perquisizione dell’abitazione dell’uomo. Lì è stata scoperta una videocassetta particolare che per la maggior parte conteneva immagini della cerimonia nuziale di un collega del perquisito. Ma era una cassetta riciclata e a un certo punto è finito il tempo del romanticismo ed è iniziato quello dei video porno. Quanto bastava e avanzava per indagare il possessore della videocassetta con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Ma quanto bastava e avanzava anche per risalire al luogo in cui era stato girato. La madre della ragazzina e l’uomo sono arrivati a processo con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, la donna è stata condannata dal gup Lorenzo Benini a 3 anni e 4 mesi, due anni e otto mesi a carico dell’uomo. Ma il macigno più grande è quello che dovrà portare, fino a liberarsene, nei limiti del possibile, la ragazzina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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