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02.01.2019

Aliquote e tributi, in aula i botti di fine anno

Il municipio di Sabbio:  sulle aliquote e le tasse comunali ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione
Il municipio di Sabbio: sulle aliquote e le tasse comunali ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione

I botti di fine anno maggioranza e opposizione li hanno sparati con qualche giorno di anticipo. Venerdì sera, durante l’ultimo Consiglio comunale del 2018, occasione propizia per un serrato e polemico scambio di vedute sulla pressione fiscale e sull’ammontare delle aliquote delle imposte. Scintille a non finire, preludio a una campagna elettorale che si annuncia a dir poco infuocata. LA SEDUTA. Tra gli argomenti all’ordine del giorno c’era anche la determinazione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza degli amministratori comunali, valori rimasti invariati: 878 euro al sindaco, 176 al vice, 132 agli assessori e 14,65 ai consiglieri come gettone di presenza. Poi si è passati alle aliquote, il tema più scottante: l’Irpef è stata confermata al 7 per mille, valore stabile da più di 10 anni, l’Imu fissata al 9,6 per mille e la Tasi all’1 per mille. Invariata anche la Tari. Insomma, nessun aumento, così come non c’è stata alcuna richiesta di rimborso da parte degli amministratori. Tutto a posto? Manco per sogno. Germano Bonomi, capogruppo della minoranza «Insieme per Sabbio», ha voluto leggere in aula ciò che, durante l’ultima campagna elettorale, la lista «Tradizione e Rinnovamento», poi vincente, aveva promesso, e cioè l’abbassamento della pressione fiscale. «La mia dichiarazione si riferisce solo all’aspetto aliquote fiscali - ha precisato Bonomi - e non all’intero operato del Comune in questi 5 anni. E non c’è dubbio, le promesse da quel punto di vista non sono state mantenute». «È VERO - ha ammesso il sindaco Onorio Luscia - ma è la situazione contingente che non ci ha consentito di rivedere la tassazione, anche a causa del corposo appesantimento di spesa che ha riguardato i servizi sociali. Abbiamo governato in una situazione di emergenza anche per i forti tagli che lo Stato ha operato nei confronti del Comune e che ora ha promesso di restituire. Ma quando? E quanto? Perché avere o non avere questi soldi fa la differenza, e per ora non li abbiamo. È straordinario già essere riusciti a non aumentare le aliquote e ad aumentare invece i servizi». «Non discuto - ha ribadito Bonomi - la difficoltà di calare le tasse, ma era così anche negli anni precedenti il 2014, visto che la crisi è del 2009. In sede di promesse elettorali si era già al corrente delle difficoltà. Quindi, se non si è in grado di mantenerle, le promesse vanno meglio calibrate». «Ma - ha poi concluso il vicesindaco Claudio Ferremi - entrate previste per qualche centinaia di migliaia di euro non si sono poi verificate. E al momento della campagna elettorale questo non si sapeva. Quindi, già riuscire a non aumentarle è stato importante». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Pasinetti
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