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10.05.2018

Bozzoli: il mistero del camion fantasma

Il camion della Bozzoli parcheggiato lontano della fonderia
Il camion della Bozzoli parcheggiato lontano della fonderia

Una fattura saldata dalla Bozzoli e un camion fantasma. La chiave del giallo per far luce sulla morte di Mario Bozzoli, svanito all’interno della sua azienda la sera dell’8 ottobre 2015, dopo la telefonata alla moglie per vedersi al ristorante, girerebbe intorno a questi due nuovi elementi raccolti dall’inviato Beppe Pizzo di «Chi l’ha visto?» e già messi agli atti dalla Procura Generale che da un mese indaga sul mistero di Marcheno. Secondo quanto ricostruito dall’inviato di Rai 3 la fattura di 43 mila euro pagata dalla Bozzoli per lavori alla nuova fabbrica di Bedizzole di proprietà di Adelio e dei suoi figli avrebbe causato una discussione. Il documento contabile è stato trovato sull’auto di Mario e la moglie ha confermato come lo scomparso fosse realmente arrabbiato per la condotta dei nipoti e del fratello. Ma il punto di svolta dell’intera inchiesta potrebbe essere il camion della ditta. SECONDO le telecamere a circuito chiuso, infatti, il mezzo pesante ha lasciato la fonderia alle 4 di notte del giorno della scomparsa. Peccato che, secondo i documenti di assistenza quel camion dovesse essere «fermo per manutenzione» dal sette di ottobre (ritirato poi il 9 ottobre). Un mistero visto che il mezzo pesante sarebbe stato fotografato fuori dalla casa dell’autista il giorno dopo la scomparsa. Le ipotesi, a cui dovranno dare un senso gli investigatori, è che il corpo di Mario Bozzoli possa essere uscito proprio nascosto dalle scorie caricate su quel camion. Non solo. Sui pantaloni puliti di Mario, lasciati negli spogliatoi, sarebbero state trovate anche delle macchie ematiche. Indizi che ora dovranno essere messi in fila assieme alla deposizione della ex fidanzata di Giacomo Bozzoli. La ragazza ha confermato: «Giacomo mi disse che avrebbe voluto uccidere lo zio», ha raccontato e conformato la donna. Giacomo Bozzoli così come il fratello Alex e gli operai Oscar Maggi e il senegalese Abu sono indagati a piede libero con l’accusa di omicidio volontario. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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